A Trento visite guidate alla restaurata Sacrestia capitolare della cattedrale. Al via restauro Torre Civica

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Mentre si avviano a conclusione i lavori di restauro, sarà possibile visitare sabato 13 gennaio, la Sacrestia Capitolare della cattedrale di San Vigilio. Le visite, gratuite e guidate dai tecnici che hanno seguito l’intervento, si svolgeranno dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 19

Il decano del Capitolo della Cattedrale mons. Lodovico Maule (foto Gianni Zotta)

 

Trento – Mentre si avviano a conclusione i lavori di restauro, sarà possibile visitare domani, sabato 13
gennaio, la Sacrestia Capitolare della cattedrale di San Vigilio, a Trento. Le visite, gratuite e
guidate dai tecnici che hanno seguito l’intervento, si svolgeranno, per piccoli gruppi, dalle ore
10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

La Sacrestia Capitolare è un importante saccello di storia e di arte collocato tra le due antiche cappelle sovrapposte di San Giovanni e San Biagio e il nucleo storico del Palazzo episcopale.

“In origine – spiega mons. Lodovico Maule, decano del Capitolo della Cattedrale – il luogo costituiva probabilmente una corte aperta tra i due edifici e solo più tardi, coperto e trasformato, fu destinato a sede dell’amministrazione della giustizia vescovile. Nella prima metà del Settecento subì importanti modifiche, legate all’abbassamento del presbiterio medievale della cattedrale e dalla costruzione del nuovo baldacchino barocco, per essere infine adibito a Sacrestia capitolare e dotato dello splendido mobilio intarsiato, pure sottoposto a restauro”.

L’apertura alle visite, nella giornata di sabato 13 gennaio, avviene prima di provvedere alla posa del pavimento e alla ricollocazione del prezioso arredo ligneo settecentesco.

L’intervento di restauro, avviato nella primavera scorsa, dovrebbe terminare prima della prossima Pasqua (1 aprile 2018).

  • Via libera al restauro della Torre Civica di Trento – Era stata colpita da un grosso incendio il 4 agosto 2015. Il fuoco aveva completamente distrutto le strutture in legno tra l’ottavo e l’undicesimo livello, facendo crollare l’incastellatura campanaria che sosteneva la ‘Renga’ (la campana che a Trento, in epoca medievale, chiamava all’arengo, l’assemblea pubblica o le esecuzioni di condanne a morte in piazza). L’intervento di restauro, che si concentrerà nella parte alta della torre, dove si sono verificati i maggiori danni, interesserà i paramenti murari in pietra e intonaco e i manufatti in legno danneggiati. Sono anche previsti alcuni interventi localizzati di riparazione e rinforzo strutturale. Dal punto vista esecutivo il lavoro più significativo, come spiegato dal Comune, consiste nella realizzazione della nuova scala in acciaio, i cui elementi saranno calati all’interno della torre dalla cella campanaria – a 33 metri di altezza – e montati partendo dall’alto verso il basso.
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