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Trento, dopo il braccio di ferro con le minoranze via libera all’assestamento di bilancio in Consiglio provinciale

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Sono serviti 8 giorni di discussione al consiglio provinciale di Trento, per approvare l’assestamento di bilancio. Al di là delle polemiche politiche, con le opposizioni che venerdì hanno lasciato l’aula, si parla di una manovra da circa 450 milioni. Pronte sono arrivate le reazioni delle categorie economiche

Trento – Positivo il giudizio degli artigiani, i costruttori si aspettavano di più sulle seconde case, norma che invece fa infuriare gli albergatori. Crisi economica senza precedenti, dicono i sindacati.

Alle 12.30 di domenica  agosto, il Consiglio provinciale – dopo ben 4.756 votazioni – ha approvato l’assestamento del bilancio preventivo Pat 2020, con 20 sì e le 2 astensioni degli unici consiglieri di minoranza rimasti nell’emiciclo.

La risoluzione consiliare

Subito dopo è stata approvata (20 sì, 2 astenuti) una risoluzione consiliare depositata da 13 consiglieri di maggioranza. Il testo delinea in modo analitico le linee di azione che si chiedono al governo provinciale per pilotare il Trentino fuori dall’emergenza e dalla crisi attuali.

Si parla di Pubblica amministrazione improntata a obiettivi e risultati, di prospettiva macroregionale, di Agenda 2030 delle Nazioni Unite, di scuola organizzata il più possibile in presenza, di formazione dei docenti, sviluppo delle tecnologie telematiche, politiche per la casa, politiche attive per il lavoro, welfare aziendale, rafforzamento e patrimonializzazione delle aziende.

In dichiarazione di voto, uno dei due consiglieri di minoranza ha esplicitato la sua contrarietà alla scelta dello schieramento di opposizione di abbandonare i lavori per protesta, non secondariamente perché si poteva interloquire fino in fondo sul tema delle seconde case e relativo emendamento.

L’altro consigliere di minoranza ha detto di essere stato assente ieri per motivi personali, ma di condividere la posizione assunta dal presidente della Provincia. La scelta di allocare i 218 milioni di euro in arrivo dallo Stato sul fondo di riserva – ha detto – è tecnicamente condivisibile, l’abbandono dell’aula invece non giustificabile. Il consigliere ha poi ringraziato la Giunta per l’attenzione rivolta in bilancio al settore edile.

Gli interventi di maggioranza: ringraziamento al presidente della Provincia per le trattative condotte in questi giorni, critiche alla scelta delle opposizioni di lasciare i lavori, soddisfazione per le misure anticongiunturali messe in campo con il ddl 60/XVI, elogio dei due consiglieri di minoranza rimasti in aula. Si è anche difesa la scelta di allocare i 217 milioni sul fondo di riserva, nel quadro di un approccio progressivo step by step all’emergenza sanitaria e a quella economica conseguente. Ancora: un grazie al presidente del Consiglio per la maratona sostenuta in Consiglio, critica al fatto che non è mai stato sostituito dal vicepresidente.

Il presidente della Provincia ha detto che l’abbandono dei lavori non ha precedenti. Nella replica di venerdì – ha aggiunto – avevo già dichiarato cosa intendevo fare dei 217 milioni di euro in questione, con una soluzione tecnica già adottata peraltro in passato da un mio predecessore.

Grazie al presidente del Consiglio per aver applicato il regolamento, senza tagliare la grande mole di emendamenti in campo. Grazie ai consiglieri di maggioranza, pronti a stare ai loro posti per una settimana consecutiva. Ho trattato per due giorni con le minoranze – ha aggiunto il presidente – verso le quali credo di avere dimostrato rispetto. Il presidente del Consiglio provinciale ha ringraziato tutta la struttura consiliare per il supporto assicurato.

Il ritiro degli emendamenti

I lavori consiliari attorno alla manovra di assestamento del bilancio Pat 2020 – dopo otto giorni – si concluderanno tra pochissime ore, dopo che il consigliere di minoranza firmatario di ben 7 mila emendamenti ostruzionistici ha scritto al presidente del Consiglio, comunicandone il completo ritiro.

I lavori sono stati quindi brevemente sospesi, si è riunita la Conferenza dei capigruppo e in questa sede si è concordato di riprendere l’esame del ddl 60/XVI, per procedere a oltranza fino al voto finale, cui seguirà rapidamente l’esame del Defp 2020, ultimo punto all’ordine del giorno. In questo momento si procede velocemente con gli ultimi emendamenti in campo, presenti in aula due consiglieri di minoranza sganciatisi dalla posizione corale del resto delle opposizioni, com’è noto assenti per protesta.

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