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Trento, chiusura punti nascita Tione e Cavalese: acceso dibattito in Consiglio provinciale

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L’assessora provinciale alla salute, Donata Borgonovo Re, ha annunciato ai vertici dell’azienda sanitaria la chiusura del reparto nascite a Tione dal primo settembre e a Cavalese da gennaio 2016. In entrambi gli ospedali i parti sono da anni molti meno dei 500 minimi previsti

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Trento – In apertura di lavori il consigliere Claudio Civettini (Civica) ha chiesto ufficialmente che l’aula venga informata sulle allarmanti notizie apparse oggi sulla stampa in merito alla chiusura dei punti nascita periferici di Tione e Cavalese. La riunione dei capigruppo ha avvallato la richiesta e, ai sensi dell’articolo 140 del regolamento interno, si è dato corso al dibattito: 15 minuti a disposizione dell’assessora (più 10 di replica) e 10 minuti per ciascun capogruppo. Qui di seguito una sintesi delle posizioni emerse e del dibattito al termine del quale il Consiglio ha votato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta a fare tutto il necessario per mantenere i punti nascita di Tione e Cavalese garantendo il coinvolgimento dell’assemblea e dei cittadini dei territori interessati.

Borgonovo smentisce le notizie apparse sulla stampa
“Nulla è intervenuto di nuovo rispetto alle informazioni già a disposizioni dei consiglieri”. L’assessora Borgonovo Re, intervenendo brevemente sulla notizia della chiusura degli ospedali periferici apparsa oggi sui quotidiani locali, ha parlato di “indiscrezioni scorrette” da parte della stampa, che ha ampliato e ripreso in maniera distorta le sue parole. Due sono i piani da considerare in un contesto come quello in discussione: il piano tecnico si colloca in una dimensione totalmente differente da quello della politica: “ai tecnici il compito di mettere a disposizione le valutazioni tecniche che la politica utilizzerà in maniera ragionevole”.
Fugatti: io credo ai giornali
“Difficilmente i giornali prendono una cantonata simile”: lo stop a Tione e Cavalese, a quanto si legge, sarebbe stato comunicato direttamente dall’assessora. Con tutto il rispetto per quest’ultima, Maurizio Fugatti non crede alle smentite dell’assessora e si fida maggiormente delle notizie diffuse dalla stampa. Con questa premessa il consigliere della Lega ha accusato l’assessora di aver preso in giro i consiglieri e la gente che per molti anni si è battuta per salvare i punti nascita e contro il depotenziamento delle strutture ospedaliere di valle.
Bezzi: manca una linea chiara e definitiva
L’assessora, sebbene invitata fin dall’inizio della legislatura a visitare le strutture sanitarie di valle e fornire una linea precisa e definitiva sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, a tutt’oggi non ha detto con chiarezza come stanno le cose: Giacomo Bezzi (FI) è infastidito dal comportamento poco coerente di Borgonovo Re che tra l’altro non ha ancora detto a quanto ammonta l’indebitamento della Pat che incide non poco anche sul comparto sanitario. Manca un metodo, mentre c’è la necessità di chiarire e definire una linea politica a distanza di un anno e mezzo dall’inizio della legislatura: questa situazione comporta un disagio per i consiglieri, che si riflette sull’intera comunità trentina.
Civettini: l’assessora ci prende in giro, la situazione è insostenibile
“Che lei venga in aula a smentire le notizie riportate dalla stampa è inaccettabile”, ha detto Claudio Civettini. Gli articoli riportano informazioni dettagliate, recano date e informazioni circostanziate che difficilmente i giornalisti si sono inventati. “Di più, se gli articoli fossero scorretti, lei avrebbe dovuto smentirli con un comunicato stampa questa mattina presto”, ha aggiunto. La situazione è degenerata, a suo parere: tutto si può correggere, però occorre metodo, non la legge del taglione.
Passamani: una notizia che mette in discussione il metodo e la fiducia di questi mesi
Il consigliere Gianpiero Passamani si è detto “profondamente amareggiato” per le notizie nette e decise apparse sulla stampa. “Il nostro ascolto, la nostra condivisione e la nostra correttezza di questi mesi è messa ora in forte discussione: non entro nemmeno nel contendere però qui ci troviamo davanti a consiglieri e a cittadini sbeffeggiati”. O ci spiegate chiaramente quale sarà il futuro della rete ospedaliera, oppure così non si può procedere oltre: vogliamo vedere la luce in fondo a questo tunnel, sono due anni che stiamo raccogliendo dati e informazioni mentre le decisioni si prendono di nascosto. “La nostra fiducia nei confronti dell’operato dell’assessore è fortemente compromessa, così non si può andare avanti”, ha concluso.
Giovanazzi: Borgonovo sfiduciata per quanto ha fatto e per quanto non ha fatto
Nerio Giovanazzi (AT) ha suggerito all’assessora di prendersi un congedo per chiarirsi un po’ le idee: “l’assessora merita sfiducia per quanto ha fatto, però anche per quanto non ha fatto”. Sul territorio state giustamente perdendo vagonate di consenso, ha aggiunto ed ha proseguito invitando quella parte della maggioranza che è capace di superare i particolarismi per guardare all’interesse della comunità a riflettere. “La promuovo come difensore civico, ma la boccio come assessora” ha consluso “perché lei non ha avuto la capacità di fare scelte che avrebbero fatto bene ai trentini”.
Degasperi: ingiustificati i maggiori costi della sanità trentina se si rinuncia ai servizi periferici
“Le informazioni sulla sanità sono sempre arrivate in aula a seguito di quanto scritto o ipotizzato dalla stampa”, ha osservato perplesso Filippo Degasperi (5 Stelle). “E’ noto che in Trentino la sanità costa molto di più che nel resto d’Italia, una spesa che appare poco giustificata se i presidi vengono meno”, ha obiettato. Le ragioni di territorialità e specificità che fanno lievitare i costi appaiono ingiustificate se si rinuncia con tanta leggerezza ai servizi nelle strutture periferiche. Scelte di questa natura non sono solo tecniche, ma sono soprattutto politiche e dovrebbero essere rappresentate ai consiglieri ed agli elettori molto prima di prenderle. Occorrerebbe a suo avviso consultarsi con i cittadini sull’opportunità di decisioni tanto delicate che incidono sulla loro qualità di vita, sempre che il modello di Trentino della maggioranza sia sempre quello “policentrico” tanto sbandierato in campagna elettorale.
Detomas: è venuta meno la fiducia dell’assessora nei nostri confronti
Giuseppe Detomas ha posto l’accento sull’aspetto politico della questione: se qualche decina di migliaia di persone si prende il disturbo di dire la sua sull’argomento, allora la questione non è più tecnica, ma diventa squisitamente politica. Quella che è venuta meno, ha detto rivolto a Borgonvo Re “non è tanto la fiducia nei suoi confronti, ma la sua fiducia nei nostri confronti: questa è una democrazia rappresentativa, siamo classe dirigente e dobbiamo essere messi in condizione di svolgere questa funzione”. “I fili sono molto sfilacciati e riannodarli comporterebbe qualche strascico” ha concluso.
Simoni: attenzione agli squilibri tra centro e periferia: rischiamo di perdere la scommessa dell’autonomia
Marino Simoni ha condiviso in pieno i contenuti espressi dal collega Detomas. Siamo chiamati a rappresentare una realtà che ci ha consegnato un mandato e dobbiamo essere messi nelle condizioni di farlo con responsabilità. L’inidoneità della proposta di governo in riferimento alla sanità si misura a suo avviso sul cambiamento di rotta negli equilibri tra centro e periferia. Non possono essere i numeri a penalizzare le realtà. Oggi parliamo di punti nascita domani parleremo di scuola o di altri servizi periferici: avanti così rischiamo di aver perso la nostra scommessa autonomista.
La risoluzione proposta dalle minoranze impegna la Giunta al mantenimento degli ospedali periferici
Sull’ordine dei lavori il vicepresidente Alessandro Olivi ha chiesto a nome della Giunta una sospensione di 15 minuti per esaminare la proposta di risoluzione confezionata e sottoscritta da tutte le minoranze ai sensi dell’articolo 140, comma 5 del regolamento. La risoluzione impegna la Giunta “a fare tutto il necessario per mantenere i punti nascita di Tione e Cavalese garantendo, nel rispetto dei ruoli, il pieno coinvolgimento del Consiglio provinciale e dei territori interessati tramite le amministrazioni comunali e le relative comunità di valle”.
Alla ripresa dei lavori Borgonovo Re ha avuto modo di replicare esprimendosi anche in merito alla risoluzione. Tralasciando le osservazioni di natura personale, l’assessora ha detto di condividere le osservazioni richiamate dai consiglieri ovvero la necessità di infividuare un unico momento in cui si tirino le fila di un percorso di lavoro lungo quasi due anni e ch​e ha raggiunto delle tappe significative che necessitano di essere chiarite. Per quanto riguarda il tema del rapporto con le comunità locali, appare a suo avviso poco chiara la distribuzione delle funzioni in ordine al governo della sanità, all’organizzazione sanitaria e modalità di erogazione dei servizi: non stiamo parlando di sanità, bensì di sostanza. Infine, con riferimento al testo della risoluzione, questa non introduce elementi di novità bensì rappresenta la fotografia di quanto il governo provinciale sta già facendo e dunque è assolutamente condivisibile.
Maurizio Fugatti ha ripreso i contenuti del suo precedente intervento: “dunque i giornalisti ci hanno raccontato un sacco di balle”, ha detto ironicamente ed ha invitato l’assessora a fare querela. Naturalmente voteremo la risoluzione, sebbene dubitiamo che gli impegni saranno rispettati.
Walter Viola si è detto stupefatto: i fatti contraddicono le parole dell’assessora: “dire che oggi si sta facendo il possibile per mantenere i punti nascite ed affermare il coinvolgimento dei territori (i contenuti della risoluzione) è del tutto da verificare”.
Rodolfo Borga ha detto di non voler partecipare al tiro al piccione dove il piccione è Borgonovo Re: la posizione di un assessore che si discosta dagli orientamenti della Giunta su questioni tanto importanti e delicate appare difficilmente sostenibile. In questo c’è una responsabilità della maggioranza, a suo avviso. Sulla questione sanità l’approccio sulle reti di vallata riflette a suo parere lo stesso atteggiamento aggiunto dalla Giunta sulle autonomie locali. Un atteggiamento dovuto alla contrazione di risorse che si ripercuote in maniera pericolosa sulle periferie: una questione di fondo che questa Giunta deve risolvere.
La risoluzione è stata votata e approvata all’unanimità.
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