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Treno delle Dolomiti, intesa Veneto – Alto Adige: si stima un miliardo di euro per l’opera (VIDEO)

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Protocollo per ripristino collegamento Cadore-Val Pusteria. Il costo di un miliardo prevede opere per metà sul tratto Calalzo – Cortina e l’altra metà per il tracciato da Cortina a Dobbiaco

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>Intervista al Ministro Graziano Delrio (VIDEO)

>Intervista al presidente altoatesino Arno Kompatscher (VIDEO)

>Intervista al governatore veneto Luca Zaia (VIDEO)

>La Ferrovia a Cortina nel 1958 (VIDEO)

Cortina (Belluno) - Un progetto realistico e ambizioso, con un enorme potenziale di sviluppo per le Dolomiti: così il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha definito a Cortina il futuro collegamento ferroviario fra Pusteria e Cadore.

Kompatscher e il governatore del Veneto Luca Zaia hanno firmato il protocollo di intesa sullo studio di fattibilità, presente il ministro Graziano DelrioL’intesa, sottoscritta alla presenza del ministro per le infrastrutture, prevede la creazione di un gruppo di lavoro composto dai due enti pubblici e dalle società da esse interamente controllate Sistemi Territoriali (St) e Strutture Trasporto Alto Adige (Sta), il quale è incaricato di sviluppare uno studio di fattibilità per la realizzazione dell’opera, in particolare sotto il profilo della sostenibilità finanziaria.

Il progetto

“L’accessibilità è una delle priorità della Giunta provinciale nel settore della mobilità pubblica, non solo in Alto Adige ma in un’ottica transfrontaliera. Per questo abbiamo dato via libera allo studio di fattibilità del progetto di un collegamento ferroviario tra la Pusteria e il Cadore assieme al Veneto”, ha detto il presidente Kompatscher, che nel municipio di Cortina ha concretizzato l’iniziativa con il governatore Zaia firmando il protocollo di intesa che avvia lo studio. L’importanza di questo passaggio è stata rimarcata dalla presenza del ministro delle infrastrutture e trasporti Graziano Delrio. A fare gli onori di casa il sindaco Andrea Franceschi.

Kompatscher ha parlato di “progetto ambizioso ma realistico, con un enorme potenziale per lo sviluppo delle Dolomiti e la valorizzazione dell’area patrimonio mondiale UNESCO” e ha ricordato la ferrovia della Venosta come modello di successo realizzato dalla Provincia per una mobilità sostenibile sul territorio: “E ora guardiamo al futuro con la prospettiva del collegamento transfrontaliero della Svizzera.” Il Presidente ha ribadito che “il treno tra la Pusteria e il Cadore permetterà di collegare territori che hanno molto in comune. La Provincia di Bolzano ce la mette tutta e sappiamo di avere anche il sostegno del Governo e del ministro Delrio, che ha voluto essere qui.”

Unità di intenti tra Alto Adige e Veneto

Al governatore Zaia, che ha elogiato l’unità di intenti tra Alto Adige e Veneto “in un vero progetto che vuole aprire una nuove fase storica per le Dolomiti e i territori confinanti” ha fatto eco il ministro Delrio indicando il recupero della futura linea Pusteria-Cadore come un esempio delle iniziative che il Governo punta a sostenere nel prossimo “Piano di mobilità turistica dolce”.

Delrio ha ricordato che il Governo attraverso RFI pianifica un investimento di 5 miliardi di euro per completare i grandi corridoi ferroviari (“tra cui il tunnel di base del Brennero”) e altri 3,5 miliardi per potenziale le linee regionali: “Siamo pronti ad accompagnare la progettazione e la realizzazione di questo collegamento”, ha concluso. A Cortina era presente anche l’assessore provinciale alla mobilità Florian Mussner, che ha ricordato, tra gli obiettivi del futuro treno, quelli di “connettere l’area dolomitica ai corridoi infrastrutturali europei e valorizzarla ulteriormente sul piano turistico, economico e culturale.” All’evento erano presenti anche i parlamentari Hans Berger e Daniel Alfreider e sindaci dei Comuni interessati del comprensorio Pusteria e Badia.

Il collegamento fra Pusteria e Cadore dovrà essere un moderno servizio di trasporto locale interregionale che rispolvera la storica Ferrovia delle Dolomiti a scartamento ridotto, operativa dal 1921 al 1964 tra Dobbiaco e Calalzo. Lo studio di fattibilità sarà la piattaforma su cui basare le azioni successive e sarà sviluppato da un gruppo di lavoro composto da Provincia di Bolzano, Regione Veneto e dalle società controllate STA (Strutture trasporto Alto Adige) e ST (Sistemi territoriali), che dovrà verificare il modello di esercizio, l’impegno finanziario e le linee guida progettuali necessarie. Il gruppo fissa anche il cronoprogramma delle attività, entro un anno dalla firma le parti valutano i primi risultati del lavoro.

Il finanziamento dello studio è assicurato da risorse provenienti dall’UE e dal Fondo Comuni confinanti. Qualche indicazione tecnica anticipata dagli esperti per garantire il funzionamento ottimale di una futura linea Dobbiaco-Calalzo: una ferrovia a scartamento ordinario, con una velocità minima di percorrenza attorno agli 80-90 km/h e una velocità massima di circa 100 km/h, raggi di curvatura di 300-400 metri e pendenze con un massimo del 35 per mille, secondo i parametri internazionali. Sarebbe inoltre fondamentale realizzare una linea ferroviaria elettrificata, che permetterebbe un esercizio compatibile anche in termini economici. Il tempo di percorrenza dovrebbe oscillare tra i 45 e i 60 minuti, i costi di realizzazione dell’intero progetto, ha riferito Zaia, aggirarsi sul miliardo di euro.

Il rilancio delle Dolomiti

“Noi pensiamo – ha precisato il governatore veneto Luca Zaia – che questo sia il vero progetto che può aprire una nuova fase storica per le Dolomiti in primis, ma anche per i territori del Veneto e dell’Alto Adige. E sia chiaro: non stiamo parlando di un’utopia ma di un’opera che possiamo concretamente realizzare. Qui ci giochiamo il jolly! Come costi di realizzazione stimiamo serva un miliardo per l’intera opera, metà per il tratto Calalzo – Cortina e l’altra metà per il tracciato da Cortina a Dobbiaco. Come fonti di finanziamento indichiamo i fondi europei e quelli dell’ex fondo Odi. Il protocollo parte dal presupposto che le Dolomiti sono un patrimonio tutelato dall’Unesco e una risorsa fondamentale per l’Italia e l’Europa, che le Alpi non devono essere considerate “un limite geografico”.

Il gruppo di lavoro

Un gruppo di lavoro, formato da rappresentanti degli Enti firmatari e dalle società Sistemi Territoriali spa (ST) e Strutture Trasporto Alto Adige spa (STA), avrà ora il compito di redigere lo studio di fattibilità per definire le politiche trasportistiche, il modello di esercizio e le linee guida progettuali che consentano di quantificare l’impegno economico dell’opera. Questa attività di studio verrà finanziata innanzi tutto con fondi comunitari e risorse del “Fondo Comuni Confinanti”.

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