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Lutto in Val di Non per la morte di Davide Chini, il boscaiolo 23enne travolto da un albero

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Il giovane di Taio in Val di Non, ha perso la vita nei boschi di Montecampione, sui monti bresciani della bassa Val Camonica. Era stato di recente anche nel Primiero per lavoro, come documentano le sue foto su facebook

Trento – Tragedia del lavoro sui monti della bassa Valle Camonica: Davide Chini, giovane boscaiolo residente a Taio in Val di Nonè morto mentre stava lavorando insieme ad altri quattro operai di una ditta trentina in un bosco di località «Pateghe» nella valle di San Maurizio.

Il grave incidente sul lavoro è accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì, in Valle di Artogne, a quota mille metri, lungo la strada che porta al Plan. A dare l’allarme sono stati i compagni di lavoro che, verso le 18, hanno assistito alla scena: un albero ha travolto il ventitreenne e lo ha intrappolato schiacciandolo contro il terreno. Sul posto i volontari del Soccorso alpino della Stazione di Breno e i vigili del fuoco del distaccamento di Darfo che, per riuscire a estrarlo, hanno dovuto lavorare oltre un’ora.

La macchina dei soccorsi si è mossa rapida, la centrale operativa ha inviato sul posto l’automedica e l’elisoccorso, una squadra del Soccorso Alpino e i Vigili del Fuoco. Hanno tentato a lungo di liberarlo dal peso dell’albero caduto, ma pare che il giovane Chini sarebbe deceduto sul colpo.

Da oltre un mese (dal 10 settembre) il 23enne era impegnato in località Pateghe, valle di San Maurizio a Montecampione (frazione di Artogne) nel taglio e nella pulizia del bosco con i compagni di una ditta trentina. Alloggiavano all’hotel Legazzuolo, nell’omonima località.

Le operazioni di soccorso, rese complicate dalla posizione impervia, si sono concluse solo intorno alle 20,30. Subito dopo in ospedale sono arrivati anche i familiari della vittima, informati di quanto accaduto.

Sul tragico incidente indagano i carabinieri di Artogne, intervenuti sul posto per i rilievi insieme ad una squadra dei Vigili del Fuoco di Darfo, agli uomini della Quinta Delegazione del Soccorso alpino e al personale medico dell’Ats della Montagna.

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