Tragedia AF447, il pilota: “Stanotte ho dormito un’ora”

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Il rapporto giudiziario sull’incidente: durante la tempesta il capitano dormiva e aveva lasciato il comando ai co-piloti

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Parigi (Francia) – A gettare nuove ombre sull’incidente dell’AF447 è il magazine francese Le Point, che è riuscito a leggere il rapporto giudiziario presentato l’estate scorsa al Tribunal de Grande Istance di Parigi e visto prima d’ora soltanto dagli avvocati delle famiglie delle vittime.

Fondamentalmente, il report non differisce dalle stesse conclusioni a cui erano arrivati anche i tecnici del BEA (Bureau d’Enquetes et d’Analyses), che avevano parlato di un malfunzionamento degli anemometri, che si erano probabilmente congelati, e di una manovra sbagliata durante la fase di stallo (contrariamente alle procedure standard, venne alzato anziché abbassato il muso dell’aereo) quali cause principali della caduta dell’Airbus A330.

Eccezion fatta per un dettaglio: ovvero, la stanchezza dell’equipaggio ed, in particolare, del capitano Marc Dubois che, stando alle registrazioni della scatola nera, avrebbe cominciato a lamentarsi già pochi minuti dopo il decollo, fino all’ammissione: «Non ho dormito abbastanza la scorsa notte: un’ora di sonno non è sufficiente» che lo si sente fare a un certo punto del volo.

Non a caso, è poi emerso che non era il 58enne esperto capitano (oltre 11mila ore di volo alle spalle) a pilotare l’aereo quando il velivolo entrò nella zona di forte turbolenza a causa della tempesta, bensì i suoi due co-piloti – Pierre-Cedric Bonin e David Robert – ai quali Dubois aveva lasciato i comandi mentre lui andava a fare un pisolino, malgrado i due ufficiali fossero ugualmente alle prese coi postumi della nottata appena trascorsa e quindi non sufficientemente lucidi per affrontare una situazione di panico.

Infatti, quando iniziarono i problemi in quota e venne richiamato in fretta e furia il comandante (che ci mise comunque oltre un minuto abbondante prima di tornare al proprio posto), Bonin e Robert erano ormai in uno tale stato di agitazione da non riuscire a spiegare bene a Dubois cosa stesse realmente accadendo. E quell’esitazione è costata la vita a tutti quanti.

Attualmente, sia l’Air France che l’Airbus sono sotto indagine della magistratura francese con l’accusa di presunto omicidio colposo e in attesa della conclusione del processo è stato provvisoriamente disposto che la compagnia aerea paghi 181.600 dollari alle famiglie di ognuna delle vittime.

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