NordEst

Tesoreria unica, da Treviso nessun fondo e Unicredit ignora diffida Regione

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La polemica – E’ polemica sulla Tesoreria unica voluta dal Governo Monti. Il Veneto si è già espreso in più casi contrario alla decisione di Roma, ma la provincia di Treviso passa dalle parole ai fatti e decide di non trasferire i suoi fondi alla Capitale. Una scelta che sembra essere stata adottata in queste ore anche da molti altri Enti in polemica con la decisione del Governo. 

La Provincia di Treviso – Dopo l’operazione che ha portato a investire ben 29.972.276,48 euro in Titoli dello Stato, non trasferirà nulla a Roma, in quanto i fondi sono già stati impegnati. Ricordiamo che l’operazione, approvata in Giunta giovedì scorso e resa effettiva lunedì mattina, garantirà entro il 27 dicembre 2012 l’incasso di ben 30.300.000,00 euro, ossia circa 328.000,00 euro di interessi. Inoltre, nelle prime 24 ore, la Provincia aveva “guadagnato” già 84.000 euro, dato che il prezzo di 98,64 pagato dall’Ente è salito a 99,92 nel giro di un solo giorno.

Intanto, la Provincia di Treviso ritorna nuovamente a chiedere al Governo, prima di intraprendere una possibile azione legale, il versamento dei crediti perenti “Invece di portarci via i soldi della Tesoreria, che il Governo ci dia quello che noi avanziamo. Siccome i decreti attuativi del federalismo non sono ‘svaniti’ nel nulla, che Monti sperimenti una programmazione di rateizzazione. Altrimenti ricorreremo presto in giudizio. Invece di ragionare sui soldi della tesoreria pensi piuttosto a sbloccare i patti di stabilità per permettere agli enti locali virtuosi di rilanciare l’economia realizzando opere pubbliche che darebbero nuova speranza alle imprese e ai tanti giovani in attesa di un posto di lavoro” ha detto il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro.

“Lo avevamo detto circa un mese fa: la Provincia di Treviso non si sarebbe fatta scippare i soldi da Roma per darli alla Campania o a chiunque sia– ha continuato il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – I soldi devono rimanere sul territorio, perché la comunità e le imprese vanno sostenute per permettere loro non solo di sopravvivere ma anche di crescere e contribuire al rilancio economico del Veneto. Perché, da quanto mi è dato di capire, mentre il governo Monti bada solo a far cassa, qualcuno lavora per rilanciare il Paese economicamente e produrre nuova ricchezza, altri aspettano passivi che qualcuno li foraggi. E comunque Monti, in nome della trasparenza e della sovranità del popolo, ci dica come intenderebbe spendere questi soldi”, ha sottolineato il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro.

“Siamo convinti che questa operazione di investimento abilmente realizzata da questa amministrazione, oggi, unica in Italia, sia comunque replicabile una volta scaduta a fine dicembre, a meno che il professor Monti non modifichi la norma. In quanto, come chiaramente espresso nella delibera di Giunta, che ha dato il via all’operazione, questa manovra finanziaria è assolutamente legittima in quanto contemplato dalla norma vigente. Inoltre, in questi giorni stiamo fornendo consulenze a tutta l’Italia per dar loro la possibilità di comprendere l’operazione e laddove possibile ‘clonarla’” ha spiegato l’assessore provinciale al Bilancio, Noemi Zanette.

  • Bond sulla Tesoreria: "Involuzione centralista" “La questione della Tesoreria unica tradisce un disegno complessivo più ampio che tutte le forze politiche devono scongiurare, quello di una involuzione centralista dei rapporti tra Stato e Regioni, un vero e proprio passo indietro sulla strada dell’ancora lontano federalismo. Basti pensare solo a quanto sta succedendo attorno alle domeniche di apertura dei centri commerciali. Su questi fronti aperti, i parlamentari veneti a Roma devono darci una mano”. A dirlo sono il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e il suo vice Piergiorgio Cortelazzo: “La mobilitazione trasversale di queste ore contro quello che oggettivamente è uno scippo segnala un malessere diffuso da parte di buona parte delle forze politiche, da destra a sinistra. Dal canto nostro, ci appelliamo ai parlamentari veneti a Roma perchè facciano sentire la loro voce insieme alla nostra. Questo delle Tesorerie è un provvedimento difficile da digerire anche perchè rischia di creare più danni che benefici effettivi. Allontanare le tesorerie dai territori è un pessimo segnale per tutti”.
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