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Terremoto in Ecuador, scossa di magnitudo 7.8: oltre 230 morti

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Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito ieri la zona costiera dell’Ecuador

adn

Ecuador (Adnkronos) – Secondo il servizio geologico degli Stati Uniti, il sisma ha avuto il suo epicentro a 20 chilometri sottoterra e circa 170 chilometri a nord-ovest della capitale Quito.

L’ultimo bilancio, reso noto dal presidente Rafael Correa, è di233 morti. In una serie di tweet scritti mentre da Roma, dove è stato impegnato venerdì e sabato in un convegno in Vaticano, è in volo verso l’Ecuador, Correa ha annunciato che atterrerà intorno alle 18.30 ora locale direttamente a Manta, una delle città più colpite dal sisma.

Intanto, il vice presidente Jorge Glas – che sta guidando il Paese in assenza di Correa – ha riferito che circa 10mila soldati e 3.500 agenti di polizia sono stati dispiegati nelle zone colpite dal sisma. Squadre di soccorso provenienti da Messico e Colombia sono in viaggio per aiutare nelle operazioni di ricerca. Lo stesso Glas, su Twitter, ha poi reso noto che è stata revocata l’allerta tsunami.

“La nostra protezione civile già in contatto con Bruxelles, a disposizione per aiutare l’Ecuador e il suo popolo #EcuadorEarthquake” ha scritto su Twitter il premier Matteo Renzi.

Dopo il violento terremoto che ha colpito l’Ecuador, l’Ue ha attivato il Meccanismo di protezione civile europea, su richiesta delle Nazioni Unite. Lo hanno reso noto in un comunicato l’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, e il commissario per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides, che hanno espresso la loro “piena solidarietà al popolo e alle autorità dell’Ecuador in questo momento difficile”.

“I Paesi partecipanti al Meccanismo – hanno detto – stanno analizzando il tipo di sostegno e le squadre da offrire. Siamo al fianco dei primi soccorritori che stanno facendo un lavoro eroico per salvare vite in circostanze molto difficili”.

A poche ore dal sisma, Oxfam è al lavoro, con una squadra sul campo, per valutare l’entità dei danni e decidere le prime misure d’intervento in accordo con il governo. “L’area colpita è molto vasta e comprende 6 province dove è stato dichiarato lo stato di emergenza – ha detto Andrea Cianferoni, portavoce di Oxfam in Ecuador – Ingenti i danni a case, edifici e infrastrutture. Attualmente il bilancio è di 233 vittime, 120.000 persone si trovano in stato di grave bisogno, ma prevediamo che aumenteranno. Stiamo partendo per valutare direttamente i bisogni nelle zone colpite, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’acqua potabile, le condizioni igienico sanitarie e l’accesso al cibo. Ogni tipo di intervento verrà valutato in coordinamento con le autorità locali e nazionali”.

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