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Tensione in piazza a Roma, nuove proteste per le riaperture (VIDEO)

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I manifestanti hanno sfondato le transenne e sono stati respinti dalle forze dell’ordine. Lancio di fumogeni e oggetti, alcuni poliziotti lievemente feriti. Al sit-in anche militanti di Casapound

NordEst (Adnkronos) – Tensione in piazza Montecitorio dove martedì si è tenuto un sit-in di protesta dei ristoratori e di altre categorie sull’emergenza chiusure per il Covid. La situazione è degenerata e si è arrivati a uno scontro tra manifestanti e forze dell’ordine, con lancio di fumogeni e oggetti.

Alcuni manifestanti sono stati identificati e fermati. Buffoni” e “libertà”, le urla partite dalla piazza, dove i manifestanti hanno sfondato le transenne venendo respinti dalle forze dell’ordine. Alcuni poliziotti sarebbero stati lievemente feriti dal lancio di bottigliette durante la manifestazione.

Al sit-in hanno preso parte diverse categorie di esercenti, dai ristoratori ai proprietari di palestre, che chiedono la riapertura delle attività. I manifestanti continuano ad affollare lo slargo davanti alla Camera e pressano le transenne che circondano Montecitorio. Ci sono diverse bandiere tra cui quella del movimento Italexit fondato dal senatore Gianluigi Paragone.

Tra i manifestanti, uno indossava un copricapo con le corna simile a quello visto durante l’assalto a Capitol Hill. La tensione in piazza si è accesa poco dopo l’intervento del deputato Vittorio Sgarbi. Prima il lancio di fumogeni e poi quello di bottigliette di plastica, infine i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone della polizia ribaltando le transenne che circondano la piazza.

Anche tanti militanti di CasaPound si sono uniti alla protesta dei ristoratori. “Siamo qui – spiega Luca Marsella, consigliere municipale di Cpi intervenuto dal palco – per dare sostegno a italiani che non si arrendono e che hanno il coraggio di opporsi a una gestione criminale dell’emergenza sanitaria del governo, anche rischiando in prima persona. Noi siamo al loro fianco e non solo a parole, e anche se è politicamente scorretto sostenere chi non ha intenzione di sottostare alle folli imposizioni del governo, crediamo che sia assolutamente necessario ed inevitabile ribellarsi a Dpcm, già dichiarati incostituzionali dai giudici, che calpestano il diritto al lavoro. Quella di oggi è una protesta sacrosanta come lo è la loro rabbia. Non intendiamo vedere il nostro popolo morire un Dpcm alla volta”.

 

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