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Stati generali dell’Agricoltura a Trento, ma Zaia snobba l’evento

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Zaia snobba il Trentino – Impegnatissimo nella campagna elettorale in Veneto – destinato a succedere non senza polemiche a Galan – il ministro precisa che appuntamenti come quelli di Trento: "Sono nella giusta direzione del confronto e del dibattito per cercare di risolvere i problemi" però preferisce altre iniziative nel suo Veneto all’appuntamento trentino. E pensare che Zaia è stato invitato più di una volta nel vicino Trentino, però in molte occasioni non si è fatto vedere.

Da ottimo ed attento comunicatore, sul suo sito (l’agenda è aggiornatissima) e non si possono trovare appuntamenti ufficiali per la stessa data. Rimane quindi un mistero la sua assenza ad un evento in cui si discutono le tematiche a cui lui stesso è molto legato. Lo ha ribadito in queste ore: "Io tengo molto all’agricoltura di montagna, difenderla vuol dire evitare lo spopolamento, tutelando identità e tipicità".

Agricoltura 2020, Mellarini guarda oltre la crisi – L’assessore all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento Tiziano Mellarini (nella foto a sinistra) ha aperto nella sala della Cooperazione "Agricoltura 2020", giornata interamente dedicata alle problematiche di uno dei settori vitali dell’economia e della società trentina, alla presenza fra gli altri all’ex-commissario euroepo Franz Fischler e al presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro.

Rivolgendosi ai tanti agricoltori presenti in sala, e idealmente ai circa 30.000 imprenditori agricoli del Trentino, Mellarini ha detto che “l’interesse vostro è l’interesse dell’intera comunità trentina." Dopo avere sottolineato che l’attenzione della Provincia autonoma non può essere solamente rivolta "al sostegno economico delle imprese, è necessario confrontarsi compiutamente con gli operatori per stabilire corrette strategie e linee di intervento" l’assessore ha concluso parlando dell’agricoltura come di un "mondo vero, a volte ingiustamente snobbato da una società ‘di plastica’, in grado invece di dare autentiche lezioni di vita”.

La relazione di Mellarini si è aperta con un accenno alla grave crisi economica, e con una disamina delle novità introdotte dalla nuova Politica agricola comunitaria, in sintesi: attenzione alla competitività, all’ambiente e allo spazio rurale nel suo complesso, alla qualità della vita nelle zone rurali. Tutte cose che non rappresentano una novità per il Trentino, ma che devono essere rilette alla luce delle incognite del mercato globale.
“Le priorità – ha detto l’assessore – vanno innanzitutto alla sicurezza e alla salute. Sicurezza di chi lavora e di chi consuma, e salute intesa come qualità delle produzioni e come benessere generale della persona”. Voci, queste ultime, che si riverberano anche sui dati relativi all’export e che si coniugano con le linee più avanzate dell’offerta turistica, come il Club di prodotto Trentino Wellness.

“In Trentino l’agricoltura non è solo economia – ha proseguito l’assessore Mellarini – è l’essenza stessa del territorio, il marchio visibile, la cifra culturale della società e del vivere civile. Ma l’agricoltura non è soltanto un fatto statico: è un potente fattore di sviluppo.”. Le ragioni sono diverse: il “destino strutturale” che essa racchiude in sé, la sua capacità di intrecciarsi alle altre branche dell’economia, dall’agroindustria al turismo alla distribuzione commerciale e alla promozione, la sua capacità di intercettare i valori del consumo critico e responsabile.

Tutto ciò, tuttavia, impatta sui grandi “filoni” del cambiamento globale: l’abbattimento delle barriere nei mercati e, in Italia, la concentrazione della domanda verso l’oligopolio della grande distribuzione organizzata.
Quali le risposte che il Trentino può dare? In primo luogo, premiare le unicità: identificarle, tutelarle, esaltarle. Poi battersi per la tracciabilità del prodotto. Infine, diventare sempre più esperti nel rapporto con i canali distributivi.

In secondo luogo, attenzione all’uomo e al suo rapporto con la terra. Perché anche se in Trentino i dati sono migliori che altrove, la popolazione che lavora nei campi invecchia. Bisogna dunque motivare i giovani e al tempo stesso “accompagnare “ il fenomeno degli agricoltori di ritorno, facendo del Trentino un vero e proprio laboratorio di esperienze. Ed ancora: fra agricoltura e turismo, è necessario rafforzare un’alleanza strategica, attraverso la tutela e la valorizzazione del paesaggio, delle produzioni enogastronomiche, della qualità della vita negli ambienti rurali, una qualità della vita che va anche mostrata e condivisa, nelle malghe, nelle fattorie didattiche, nelle cantine, nei caseifici.

Le altre questioni sul tappeto: la strategicità del comparto cooperativo per il settore agricolo, pur riconoscendo alcuni errori gestionali del recente passato, al fine di concentrare l’offerta e di raggiungere le masse critiche necessarie per affrontare i mercati globali; la ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli aziendali orientati a nuovi prodotti e a nuove microfiliere; la formazione continua degli agricoltori; l’agriturismo e le fattorie didattiche come strumenti per la promozione dlela filiera agroalimentare trentina; la maggiore valorizzazione del patrimonio malghivo, che va opportunamente gestito il collaborazione con gli allevatori trentini e se possibile in sinergia con l’altro grande patrimonio territoriale, quello delle baite; l’attenzione ai modelli produttivi biosostenibili.

“Come ho già espresso nei mesi scorsi – ha concluso Mellarini – rimane confermato il mio impegno ad aprire tavoli di filiera per un confronto programmatorio e una verifica in itinere dei risultati. Accanto ad una continua attenzione ai settori più deboli, sarà necessario forse rivedere alcune priorità nell’utilizzo delle risorse al fine di individuare e premiare gli aspetti imprenditoriali delle nostre aziende agricole.” Sui vari temi c’è insomma tutta la disponibilità a lavorare assieme, riconoscendosi anche nei contenuti del Piano urbanistico provinciale, che assume la tutela e la valorizzazione delle aree agricole come obiettivo fondamentale.

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