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Appello dall’Argentina: museo, palazzo o biblioteca cercasi per far rivivere la storia di Nocenta Turra Pisetta

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La nipote: “Desidero donare alla comunità primierotta opere artistiche di mia nonna Nocenta Turra Pisetta”, nata a Pieve il 10 marzo 1904

Foto “Archivio eredi Nocenta Turra Pisetta”

 

di GianAngelo Pistoia

NordEst – “Mia nonna, Innocenza, figlia di Maria Scalet e di Innocenzo Turra era nata a Pieve nel Primiero il 10 marzo 1904. Si sposò l’8 giugno 1929 con Carlo Giacomo Pisetta, nato a Meano il 5 maggio 1863 ed emigrato nel 1892 in Argentina. Dopo il matrimonio la mia ava seguì quindi il maturo marito in Argentina e visse fino alla morte a Chilecito nella provincia di La Rioja. Nonno Carlo – un facoltoso produttore e commerciante di vini – trattò Innocenza come una regina, non le fece mai mancare nulla anzi la spronò ad affinare, seppur da autodidatta, le sue aspirazioni artistiche”. Chi rimembra questa saga familiare è Claudia Pisetta, nipote di Innocenza e titolare di una Posada (pensione). A raccogliere questa sua inedita testimonianza è l’architetto trentino Fulvio Osti che soggiornò nel 2019 per alcuni giorni nella sua locanda.

“Nocenta, così veniva chiamata in famiglia – spiega la nipote – era una moglie fedele e una madre premurosa. All’età di trent’anni, proprio la vigilia di Natale diede alla luce il suo unico figlio Carlitos desiderato da tanto tempo. Quale voto per la grazia ricevuta promise di realizzare un presepio a grandezza naturale. Coincide con questo lieto evento il suo esordio in ambito artistico. La vita del figlio, scomparso però in giovane età, è legata indissolubilmente alla sua produzione artistica.

Per evitare di cadere in una cupa depressione dopo la morte di Carlitos si butta a capofitto nel lavoro creativo. Risalgono a questo periodo le sue opere più significative (Maternidad, Virgen del Valle, Indio Diaquita, …) e fra le quali spicca ‘L’ultima cena’ un monumentale gruppo scultoreo in terracotta a valenza religiosa”.

“Mia nonna – puntualizza la nipote Claudia – è stata un’eclettica artista autodidatta. Quindi non solo scultrice ma anche pittrice e fotografa. Era molto apprezzata sia nella comunità di Chilecito ed anche a livello regionale e nazionale. Nel suo laboratorio sono passate tante persone: clienti che le chiedevano un ritratto e anche curiosi che desideravano vederla forgiare l’argilla per le sue imponenti statue in terracotta”.

“A soli due anni dalla sua morte, avvenuta nel 1990, la casa-laboratorio di Nocenta è stata adibita a museo. Nel febbraio 1998 in un locale attiguo è stato inaugurato ‘El tempio del Niño’ un ulteriore spazio museale in cui sono state collacate molte delle sue opere – chiosa Claudia e confida a Fulvio Osti – nonna Nocenta aveva un sogno che ancora non si è avverato.

Desiderava che anche la sua terra natia, la valle di Primiero in Trentino, accogliesse parte della sua produzione artistica. Sono disposta – afferma la nipote – a donare alla comunità primierotta diverse opere artistiche di mia nonna con il solo vincolo che le stesse siano collocate in spazi espositivi adeguati, musei, biblioteche o palazzi storici, e siano fruibili gratuitamente dai residenti e dai turisti che soggiornano a Primiero”.

Quale giornalista e cultore dell’arte, auspico che questo accorato appello sia accolto positivamente dalle competenti istituzioni locali e che Nocenta Turra Pisetta possa essere annoverata fra i nostri illustri conterranei che, seppur in ambiti diversi, si sono affermati sia in Italia che all’estero.


 

Per approfondire

Brani dal libro “Per poco, per sempre” (ed. Comprensorio di Primiero – 1992):
– Donna Nocenta Turra Pisetta (di Bruno Bonat)
– Chilecito, Argentina (di Prospero Boni)

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