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Prima messa alla Chiesetta di San Silvestro per il Cardinal Pietro Parolin in vacanza in Trentino

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Il Segretario di Stato di Papa Francesco è tornato a Primiero. In questi giorni il cardinale Parolin celebra la messa nella chiesa di Siror alle ore 8.30 del mattino

Il cardinale Pietro Parolin nella chiesetta di San Silvestro in Trentino (Foto L. Bettega)

Primiero/Vanoi (Trento) – E’ arrivato in queste ore a Primiero il cardinal Pietro Parolin, segretario di Papa Francesco. Come lo scorso anno, il cardinale è solito celebrare la santa messa nei paesi e nelle chiese delle valli di Primiero e Vanoi a stretto contatto con la gente. Del resto Parolin – di origini vicentine – è di casa ai piedi delle Pale. Come lui stesso ha raccontato lo scorso anno, veniva in vacanza in zona “Dismoni” fin da piccolo.

Martedì mattina, ha scelto la chiesetta di San Silvestro per celebrare la santa messa con i parroci don Giuseppe e don Nicola. Molte le persone che hanno preso parte alla messa, rientrando poi a piedi al passo Gobbera o al vicino paese di Imèr da dove erano partiti.

In questi giorni, il cardinale si concederà lunghe passeggiate nella splendida natura della zona, ma anche molti momenti di studio e preghiera in vista degli importanti appuntamenti internazionali che lo attendono nei prossimi mesi. Tra questi anche l’importante viaggio in Giappone di Papa Francesco.

Salvo ulteriori cambi di programma, il Pontefice dovrebbe visitare il Giappone dal 23 al 27 novembre in un itinerario che lambirà le città di Tokyo, Hirosima e Nagasaki. Durante il viaggio apostolico, il Pontefice incontrerà il neo-eletto imperatore Naruhito e il primo ministro, Shinzo Abe. Il 25 novembre, il Pontefice dovrebbe presiedere la celebrazione Eucaristica in Giappone presso il Tokyo Dome.

Il cardinale sul Monte Grappa

Nei giorni scorsi, il Segretario di Stato Vaticano, ha partecipato inoltre alla tradizionale cerimonia che ricorre dal 1901 ogni prima domenica di agosto al Sacrario di Cima Grappa. Tra il novembre del 1917 e l’ottobre del 1918 veniva combattuta aspramente sul Massiccio del Grappa una delle pagine più tragiche ed eroiche della Grande Guerra. Oggi il Monumento Ossario accoglie i resti di 23.000 soldati, non solo Italiani (2.280 salme di Caduti noti e 10.120 ignoti), ma anche Austriaci, Ungheresi, Boemi, Slovacchi, Croati, Bosniaci e di altre nazionalità (292 salme di Caduti noti e 10.000 di ignoti). La cerimonia commemora l’inaugurazione del Sacello dedicato alla Madonna, il 4 agosto 1901, a conclusione delle celebrazioni per il Giubileo del 1900, ad opera di Papa Pio X, all’epoca Patriarca di Venezia, Giuseppe Melchiorre Sarto. A Cima Grappa, simbolo della lotta eroica e dei valori patri, saranno commemorati anche gli italiani e le italiane che durante la Resistenza persero la vita o furono deportati. Già nel 1899 il Cardinale Sarto – Patriarca di Venezia – aveva proposto di innalzare a Cima Grappa un sacello sormontato da una statua della Vergine. La statua non poteva essere realizzata sul posto per assenza della materia prima e il trasporto di un grande manufatto era di fatto impossibile per l’assenza di una strada per raggiungere la vetta. A Lione, in Francia, venne realizzata una statua bronzea che, costituita di tre parti, poteva essere trasportata a dorso di mulo. Il 4 agosto 1901, il Cardinale Sarto, futuro Pio X, alla presenza di oltre seimila persone, consacrò il Sacello e l’immagine della Madonna.

Parolin: “Se ci chiudiamo più problemi”

Stiamo attenti perché se ci chiudiamo non risolveremo neanche i nostri problemi ma li aumenteremo”, ha ricordato il lcardinal Pietro Parolin, nei giorni scorsi a margine della consacrazione della cappella dell’ospedale di Chioggia. “Non è per egoismo che ci apriamo – ha aggiunto – ma è una conseguenza immediata quella di creare ancora più difficoltà se c’è chiusura nei confronti degli altri, di chi sta peggio di noi. Le scelte politiche vanno fatte dai responsabili della politica però queste scelte devono rifarsi ai valori alla base di ogni convivenza civile”.

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