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Inclusione scolastica: Trentino fra i territori più virtuosi d’Italia

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Nella giornata internazionale della disabilità la scuola trentina si schiera ancora una volta a favore dell’inclusione

Trento –  A fronte della lettura del tutto negativa che un quotidiano locale offre riguardo all’operato dell’amministrazione provinciale e delle scuole, pur riconoscendo che in tema di attenzione alla disabilità c’è sempre molto da fare e migliorare, l’assessore provinciale all’istruzione Mirko Bisesti interviene sull’errata lettura data al Report ISTAT sull’inclusione scolastica, dove il dato della bassa compilazione del questionario campionario inviato direttamente alle scuole, è stato interpretato erroneamente come valore della qualità dell’inclusione, così come è stato letto in maniera opposta il dato della presenza di strumenti di assistenza e facilitazione alla comunicazione, per i quali la Provincia autonoma di Trento risulta, insieme alla Lombardia, essere tra i territori più virtuosi – e non il fanalino di coda della scuola italiana.

“La Provincia autonoma di Trento è storicamente in Italia una delle amministrazioni scolastiche che maggiormente ha investito nell’inclusione e nel diritto universale all’istruzione”: ci tiene a evidenziarlo l’assessore Bisesti, nel ringraziare tutto il personale che nella scuola e con la scuola lavora, a favore di studenti e studentesse con disabilità e con bisogni educativi speciali e “ciò a partire da una norma e da un regolamento che – ricorda ancora l’assessore – arrivò quattro anni prima delle Linee guida nazionali e che i recenti interventi normativi e i dati Invalsi confermano ancora una volta in prima linea nell’impegno a favore di alti livelli di equità e di accessibilità, anche per chi parte da situazioni di svantaggio.

I dati Invalsi del Trentino mettono in luce, infatti, un sistema con livelli di eccellenza sull’equità, che coltiva la crescita dei livelli delle competenze proprio degli alunni e delle alunne che si collocano nella situazione di svantaggio, “perché il contrasto alla dispersione implicita sia la sfida da vincere”. “Chi tenta di cimentarsi in queste analisi, dovrebbe avere la consapevolezza che è un tema molto delicato e il dovere di confrontarsi con chi, con professionalità e serietà, si occupa quotidianamente di questo”, aggiunge Bisesti.

Il sistema scuola trentino si caratterizza come una realtà innovativa in tema di inclusione e di contrasto alle disuguaglianze, che proprio il recente Report ISTAT 2022 sulla disabilità e i bisogni educativi speciali ha evidenziato. Si tratta della forte collaborazione tra la scuola e il terzo settore che tanto ha contribuito al sistema di welfare trentino e che nella scuola consente di rispondere – attraverso gli enti del terzo settore, appositamente accreditati per garantire alti livelli di qualità – personalizzando e individualizzando gli interventi, progettando risposte appropriate alle esigenze con professionisti formati. Ciò persegue l’ambizioso obiettivo di lavorare in continuità dentro e fuori la scuola per la costruzione di progetti di vita, trasformando i vincoli in opportunità.

Il Rapporto ISTAT evidenzia una percentuale complessiva di studenti con disabilità (L. 104/92) in linea con il dato provinciale, dove a fronte di un dato nazionale pari al 3,8% (sugli iscritti in tutti gli ordini e gradi di scuola), il dato provinciale corrisponde al 3,7%. In linea anche le percentuali riportate a livello nazionale sui gradi di scuola: primaria 4,8 (Italia) – 4,2 (Provincia di Trento); secondaria di I grado 4,7 (Italia) – 4,9 (Provincia di Trento); secondaria di II grado 3,1 (Italia) – 3,4 (Provincia di Trento).

Molte le risorse impiegate per raggiungere quello che rappresenta un’attenzione importante per la Provincia: sono 770 i docenti di sostegno assegnati (espressi in unità equivalenti) con una copertura che vede in Provincia di Trento un tempo scuola lungo in quasi tutte le scuole della Provincia, fornendo pertanto alle famiglie un forte aiuto anche in termini di conciliazione.

A dette risorse devono aggiungersi 5.000 ore di assistenza educativa garantita dagli assistenti educatori dipendenti provinciali (in unità equivalenti, pari a 178 educatori); 3.340.000 euro destinati alla facilitazione, al lettorato e al supporto tiflodidattico, libri digitali, ecc., per gli studenti con disabilità visiva e uditiva (circa 116 studenti); 8.700.000 euro per servizi di inclusione scolastica assistenziale ed educativa.  Specifiche risorse sono poi previste per le istituzioni scolastiche formative paritarie: 1.600.000 euro a favore delle istituzioni scolastiche paritarie; 5.700.000 euro a favore dei centri di formazione professionale.

Infine, come sottolinea l’assessore all’istruzione Bisesti “si tenga conto che le risorse destinate sul fondo qualità, a disposizione di ogni istituzione scolastica, sono prioritariamente dedicate, come prevede la legge sulla scuola, ai bisogni educativi speciali, all’intercultura e alle lingue, proprio al fine di rispondere appropriatamente ai bisogni sempre così diversi e così specifici in ogni scuola”.


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