Elemosiniere del Papa riattiva luce in uno stabile occupato

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Il porporato “è stato informato di una grave situazione in uno stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma in cui si trovavano oltre quattrocento persone, tra cui numerosi bambini”

Foto ‘Spin Time Labs’

 

Roma (Adnkronos) – E’ arrivato in un palazzo occupato al centro di Roma, al 55 di via Santa Croce in Gerusalemme, ha visto lo stato di difficoltà per tante persone prive della luce da giorni e ha riallacciato la corrente elettrica che era stata staccata dall’azienda per morosità.

A compiere il gesto tanto insolito quanto simbolico è stato il cardinale Konrad Krajewski (nella foto con il Papa), elemosiniere pontificio, di ritorno da Lesbo dove ha portato la solidarietà di Papa Francesco ai profughi presenti nell’isola greca.

Il porporato “è stato informato di una grave situazione in uno stabile occupato in via Santa Croce in Gerusalemme a Roma in cui si trovavano oltre quattrocento persone, tra cui numerosi bambini – riferiscono all’AdnKronos fonti vaticane vicine all’Elemosineria Pontificia – Come elemosiniere, ha sentito il dovere di compiere un gesto umanitario, provvedendo personalmente a riattivare la corrente elettrica all’edificio”, che non è di proprietà del Vaticano.

Questo gesto, sottolineano ancora le fonti vaticane, “è stato compiuto dal cardinale Krajewski nella piena consapevolezza delle possibili conseguenze d’ordine legale cui ora potrebbe andare incontro, nella convinzione che fosse necessario farlo per il bene di queste famiglie”.

SARA’ PRESENTATO ESPOSTO – Per quanto avvenuto sarà presentato un esposto in procura contro ignoti. La manomissione della cabina – considerata pericolosissima dai tecnici – avrebbe potuto portare conseguenze anche mortali qualora fosse stata effettuata una manovra errata. A quanto apprende l’Adnkronos, si tratta di un atto dovuto da parte del Gruppo Acea, la cui società di distribuzione, Areti S.p.A., era stata obbligata a interrompere la fornitura su incarico del gruppo Hera, cui fa capo il contratto del palazzo. Pochi giorni fa il Gruppo Hera, in una nota, aveva precisato la sua posizione sulla vicenda dello stabile Spin Time.

“Hera Comm è risultata aggiudicataria della gara pubblica per il servizio di salvaguardia elettrica nella regione Lazio. Tale servizio permette ai clienti che si trovano senza un fornitore di energia elettrica a mercato libero di continuare a ricevere la fornitura, purché regolari nel pagamento delle bollette. Anche lo stabile Spin Time rientra tra i clienti del servizio di salvaguardia – si spiegava nella nota – Poiché le forniture non venivano corrisposte dello stabile, Hera Comm, essendo titolare del credito, come previsto dallo stesso regolamento di salvaguardia, ha sollecitato Areti S.p.A., società di distribuzione del Gruppo Acea, per l’interruzione della fornitura. Quando le bollette saranno pagate, verrà tempestivamente ripristinata la fornitura”.

Andrea Alzetta, portavoce di Spin Time Labs, l’organizzazione che gestisce l’occupazione, bolla come “un’esagerazione giornalistica” la notizia che sia stato l’elemosiniere vaticano a “fare il miracolo”. “Nel palazzo vivono 450 persone di tutte le nazionalità, tra i quali 98 minori, alcuni in gravi condizioni di salute, e per una volta è stata ripristinata la giustizia invece della legalità” spiega Alzetta. “Della vicenda si è interessata la responsabile della distribuzione del cibo dei poveri, quella di medicina solidale, le persone che lavorano lì, visto che la politica non riusciva a risolvere la situazione – dice il portavoce di Spin Time Labs – l’elemosiniere del Papa non credo faccia l’elettricista, oltretutto non c’erano sigilli, semplicemente avevano staccato la corrente. Anche questa è una fantasia giornalistica”.

“La corrente elettrica fa funzionare l’impianto idraulico e le fognature, oltretutto è fondamentale per chi vive qui con un polmone artificiale – aggiunge il portavoce di Spin Time Labs – Nell’edificio di proprietà di Banca Finnat si fa un percorso di rigenerazione urbana e sociale, era un palazzo rimasto invenduto e abbandonato a se stesso al quale noi nel 2013 abbiamo ridato vita con un progetto fatto insieme alle università di Roma e tante realtà del territorio. Facciamo concerti di musica classica, spettacoli: per questo molti artisti ci hanno sostenuto”.

L’elemosiniere del Papa che ha riattaccato la corrente avrebbe lasciato il suo biglietto da visita sul contatore manomesso. E’ quanto si legge si legge in un post sulla pagina Facebook di Spin Time Labs. “La differenza tra #legalità e #giustizia – si legge nel post – A Roma, Spin Time Labs è un’occupazione in cui vivono da 5 anni 450 persone di cui 100 bimbi vicino a Santa croce in Gerusalemme. Da giorni gli hanno staccato la luce. Ieri l’avv. che li segue, un aquilano, stupito mi racconta che all’improvviso è arrivato un cardinale, carico di cibo e giochi per i bimbi, che ha chiesto dove fosse il contatore sigillato. “Sotto questa botola”. Il cardinale a quel punto, nello stupore generale, si cala nella botola, rompe i sigilli e la luce torna. A chi gli faceva presente che la polizia se la sarebbe presa con gli occupanti per quell’atto illegale, il cardinale rispondeva che aveva lasciato il suo biglietto da visita sul contatore manomesso! Il cardinale ed elemosiniere del Papa è il 53enne Konrad Krajewski, uno di noi”.

Sulla pagina Facebook di Spin Time Labs si legge poi che “sabato 11 maggio, alle ore 22.00, la luce a Spintime, finalmente, è tornata. Successivamente, all’una di notte abbiamo resistito a un nuovo tentativo di distacco della corrente grazie a un presidio notturno da parte degli occupanti e di tutte le realtà che operano a Spintime. Convochiamo un’assemblea pubblica, lunedì 13 maggio alle ore 18.00 in Via Santa Croce in Gerusalemme 55, al fine di condividere quanto accaduto. Chiediamo ancora il sostegno della città affinché a Spintime la luce non si spenga più. #senzalucenonsivive”.

SALVINI: ELEMOSINIERE PAGHI ANCHE BOLLETTE ARRETRATE – Sulla vicenda interviene il vicepremier Matteo Salvini, in un comizio a Bra. “Conto che dopo aver riattaccato la luce, paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate che ci sono” dice il ministro dell’Interno parlando del palazzo occupato a Roma da “3-400 persone, che non pagavano le bollette, e dove la società che le gestisce ha tagliato la luce, dicendo, o paghi come tutti gli altri italiani nel mondo, o non ti dò il servizio”.

Invece, “è arrivato un alto esponente del Vaticano, l’elemosiniere del Santo Padre, che è andato a riattaccare la luce. Io conto che dopo aver riattaccato la luce paghi anche i 300mila euro di bollette arretrate, che ci sono”. “Penso che voi tutti, facendo sacrifici le bollette le pagate – conclude – Se qualcuno è in grado di pagare le bollette dei milioni di italiani in difficoltà economica siamo felici e aspettiamo la sua disponibilità economica. Se si paga per chi occupa un palazzo abusivamente, si paghi per tutti gli italiani che ne hanno bisogno”.

A stretto giro la replica del senatore del Pd Edoardo Patriarca: “Salvini non speculi su monsignor Krajewski. I 300mila euro sono comunque molto meno dei 49 milioni di euro che la sua Lega deve dare in comode rate in 80 anni. Insomma, da quale pulpito ministeriale arriva la predica?”.

 

 

 

 

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