X

Dolomiti, che stagione invernale sarà? Il punto con Valeria Ghezzi, neo presidente Impiantisti europei (VIDEO)

Ghezzi, impiantista sull’Alpe Tognola a San Martino di Castrozza, dopo la riconferma alla guida di Anef (Associazione nazionale Esercenti a Fune), nei giorni scorsi è stata eletta alla guida di Fianet, l’ente che riunisce le associazioni delle società impianti dei principali paesi europei: Francia, Germania, Finlandia, Andorra, Italia, Spagna, Norvegia, Polonia, Austria, Svezia, Svizzera e Slovenia. Con lei abbiamo fatto il punto sulla stagione che sta per partire, fra luci ed ombre

L’Alpe Tognola a San Martino di Castrozza, Dolomiti, Trentino [ph Tognola.it]

 

di Christian Zurlo

NordEst – Dopo gli stati generali del turismo di Chianciano, l’attiva presidente degli impiantisti Anef, Valeria Ghezzi, è volata al meeting Fianet di Ruka, in Finlandia, durante il quale ha ottenuto un importante riconoscimento professionale, con l’elezione alla guida degli impiantisti europei. “Un grande onore essere stata scelta come presidente di Fianet – ha sottotlineato Ghezzi – questo risultato è un riconoscimento del lavoro svolto in questi anni alla guida di ANEF e un’opportunità perché la voce di noi impiantisti, locomotiva del settore turistico montano in tutta Europa”.

Sci e turismo, quale futuro?

Valeria Ghezzi, nelle scorse settimane, ha preso parte agli Stati generali del turismo di Chianciano,  un evento organizzato dal ministero del turismo. Che aria si respira a livello nazionale ma soprattutto quali sono le aspettative per la montagna post pandemia e con costi di esercizio lievitati in modo esponenziale? Si è trattato di un evento e un appuntamento unico, perché ha raccolto tutti gli operatori turistici, di tutte le filiere e specializzazioni, in una 2 giorni di confronto e soprattutto di ascolto.

Anef è stata in questo contesto la voce della montagna e non solo degli impianti a fune. Ora speriamo che il ministro Santanché ascolti gli spunti di queste 2 giornate e faccia una sintesi utile a tutto il turismo italiano che ha un potenziale immenso.

Crescono i costi

Presidente Ghezzi, ha qualche numero da darci in merito ai rincari, anche locali? Quanto costerà in più l’innevamento? I rincari saranno moderati rispetto all’inflazione che ha ormai superato il 10%. Chi acquisterà lo skipass online potrà limitare gli aumenti anche al 5% e questo sarà un grande incentivo. I costi dell’innevamento saranno strettamente legati a quelli dell’energia che ha un’incidenza importantissima e in questo momento possiamo stimarli oltre il 70% in più rispetto agli scorsi anni. Anche il costo del gasolio per i battipista è aumentato di oltre un terzo, per non parlare di quasi tutte le altre materie prime. Gli impiantisti sono coscienti che, in particolare se dovessero far neve da zero, questa sarà una stagione pesantemente in perdita. Tuttavia sanno anche di non potersi fermare, pena il blocco di tutta la filiera delle comunità di montagna. E dopo aver visto nel 2020 cosa significa essere chiusi e quali sono le conseguenze, non solo dirette ma di sistema, nessuno di noi vorrebbe ripetere….

Le novità dell’inverno

Veniamo alla skiarea di casa, a San Martino di Castrozza e passo Rolle si punta a riaprire tra fine novembre e i primi giorni di dicembre. A che punto siamo e quali sono le novità, visti i cantieri in corso? Questo è un anno di grandi cantieri, sia per il nuovo impianto di Cima Tognola, sulla skiarea Tognola, che per le revisioni generali di ben 3 impianti. Un impegno grosso per le società che sono in corsa contro il tempo anche perché i fornitori sono spesso in difficoltà con materie prime quali acciaio o gomma. Ma confidiamo di farcela per garantire l’apertura entro la fine di novembre.

Guardando al futuro, in valle, c’è grande attesa da anni, per la realizzazione del collegamento tra San Martino di Castrozza  e passo Rolle. Che tempi prevede, ma soprattutto è ottimista come lo è sempre stata? Più che ottimista… ormai sono come San Tommaso… devo toccare con mano per credere. Però certo ci stiamo lavorando, il business plan per la gestione sta prendendo forma e confidiamo che questa sia la volta buona anche perché nel comparto c’è unità e compattezza, condividiamo gli obiettivi e sappiamo che ne va del futuro di tutta la località e la valle di Primiero.

Come commenta la decisione di non aprire gli impianti nel 2022 in Panarotta, scelta che interessa anche altre località montane vicine? Non la commento perché non ho abbastanza informazioni. Non posso credere che, ancora prima di sapere se nevicherà, il costo dell’energia sia stato l’unico fattore in gioco. Quindi bisognerebbe capire bene. Certo mi aspetto una reazione proattiva e chiara da parte della Provincia che è la proprietaria degli impianti. Ho detto prima infatti qual è l’impatto sulla filiera, anche in una località piccola come la Panarotta. Località in difficoltà ce ne sono diverse, ma nessuno che fino ad ora abbia pensato di arrendersi, perché in montagna bisogna farcela tutti insieme. Siamo indissolubilmente legati ed interdipendenti.

Le prossime sfide

Quali sono le sfide future che ci attendono per le Dolomiti e per la montagna? Innanzitutto dobbiamo adattarci alle stagioni e alle mutate condizioni climatiche, cosa che finora le Dolomiti e la montagna hanno saputo fare abbastanza bene. Il futuro ci chiederà nuovi cambiamenti, sia rispetto alla domanda che rispetto all’offerta. La domanda di aria aperta e di outdoor è altissima e noi possiamo offrire esperienze eccezionali ed uniche. Non dimentichiamo che gli impianti sono l’unico mezzo di accesso alle terre alte, fatta eccezione per le strade che transitano sui passi. E in Trentino sono mossi da energia rinnovabile, per lo più idroelettrica. Da queste basi occorrerà costruire l’offerta del futuro, ma direi che le premesse sono buone! Certamente bisognerà investire sull’estate, stagione dal potenziale altissimo, poi occorre  destagionalizzare, soprattutto in autunno, che per natura, colori, paesaggi ma anche enogastronomia è una stagione che offre tantissimo. Sarà importante lavorare anche sull’offerta invernale perché lo sci e la neve rimangono lo zoccolo duro su cui si costruiscono i bilanci degli impianti ma anche delle altre attività turistiche. E non credo che la neve sia di colpo scomparsa. Pensiamo all’inverno 2020…

Quanto preoccupa il cambiamento climatico in corso e come cercherete di superare le nuove problematiche? Sarebbe sbagliato dire che la questione climatica non ci preoccupa, ma proprio per questo gli impiantisti propongono che si investa sull’acqua: i laghi per l’innevamento sono infrastrutture importanti che possono avere molti altri utilizzi: dalla protezione civile, al turismo, all’agricoltura e occorrerà lavorare anche sull’energia. Non dimentichiamo che negli ultimi anni il lavoro di ricerca e sviluppo fatto sull’innevamento tecnico ha consentito un enorme miglioramento delle performance: più neve e minori consumi sia di acqua che di energia. Tutte queste tematiche però vanno affrontate in modo scevro da pregiudizi ideologici, riconoscendo il grandissimo lavoro anche di presidio del territorio che gli impiantisti svolgono quotidianamente.

Le richieste degli Impiantisti

Cosa chiedete al nuovo Governo nazionale e agli Enti locali come  Impiantisti in un periodo così difficile?  Abbiamo presentato all’Assemblea Anef 2022 un ‘Manifesto per la montagna’. I temi sono diversi, ma se vogliamo riassumere quelli essenziali che ho presentato agli Stati Generali del Turismo direi innanzitutto che la montagna va supportata nel suo insieme, riconoscendo le specificità di territorio. Per gli impianti in particolare: Sicurezza: gli investimenti richiesti sono massicci e oggi anche in Provincia di Trento i contributi, per esempio, per una revisione generale, sono praticamente inesistenti, diversamente da alcune regioni anche a statuto ordinario. Credo che questo sia sbagliato e alla lunga rischia di mettere in difficoltà le società medio piccole. Sul fronte ambientale vorremmo vedere riconosciuto l’importante ruolo di presidio del territorio che svolgiamo anche qui in Provincia di Trento. Acqua: agevolando la costruzione dei bacini. Energia con interventi strutturali a livello nazionale ed europeo, perché è difficile che i prezzi tornino ai livelli di settembre 2021. E infine abbiamo bisogno, in particolare in Provincia di Trento, di uno snellimento della burocrazia e di un atteggiamento più costruttivo da parte degli uffici. Per un investitore privato presentare un progetto sul territorio provinciale è una vera e propria corsa ad ostacoli. Come se si partisse dal presupposto che chi investe distrugge il territorio. Credo che abbiamo già dimostrato che non è così. Per arrivare in fondo ci vuole una tenacia enorme e non credo sia giusto.

Redazione:
Related Post