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Covid, al reparto di Medicina di Feltre: sospesi i ricoveri, situazione critica in Veneto

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La situazione nel Bellunese si conferma molto critica

NordEst – Dopo l’ospedale di Belluno, dove l’attività dell’unità operativa di Chirurgia-Nefrologia-Urologia è stata in gran parte sospesa per la positività al Covid-19 di alcuni operatori, ora tocca a Feltre.

È di giovedì sera la notizia che al Santa Maria del Prato – a causa di due contagi, un paziente e un operatore della sanità – sono temporaneamente sospesi i ricoveri programmati nell’Unità operativa di Medicina. «Eventuali ricoveri in urgenza sono comunque garantiti dalle altre unità operative di area medica (Geriatria e Neurologia)», si legge nella nota diffusa dall’Ulss 1 Dolomiti.

l’Ulss Dolomiti ha comunicato questo pomeriggio che sono temporaneamente sospesi i ricoveri nel reparto di Medicina dell’ospedale di Pieve di Cadore, sottolineando che la necessità di eventuali ricoveri è comunque garantita dagli altri reparti della rete ospedaliera provinciale.

L’Ulss ha pure informato che all’ospedale di Belluno è in corso di attivazione un’ulteriore area di degenza a bassa intensità Covid al terzo piano del Blocco Medico che si aggiunge all’attuale area sub intensiva operativa nei reparti di  Malattie Infettive e Pneumologia Covid. Le unità operative di Geriatria, Oncologia e Pneumologia “No Covid” sono state trasferite al terzo piano del Blocco Chirurgico, lato est.

Nelle ultime 24 ore sono emerse 62 nuove positività Covid. Di queste, 11 sono riferite operatori e ospiti di case di riposo del nostro territorio, 26 emergono dal noto focolaio Comelico – Cadore – Ampezzano. Le restanti positività afferiscono singoli contesti in ambito provinciale senza evidenza di specifiche aggregazioni.

Le persone attualmente ricoverate negli ospedali dell’Ulss Dolomiti sono 28 in area non critica a Belluno, 15 a Feltre e 3 in terapia intensiva a Belluno. Nella serata del 15 ottobre è deceduto un paziente covid positivo di 84 anni ricoverato in Pneumologia Covid a Belluno. La direzione porge le condoglianze alla famiglia.

Veneto,+704 casi, cluster in matrimonio

Sono i numeri ‘sotto controllo’ di ospedali e rianimazioni a frenare la paura in Veneto, ma la seconda ondata del Covid sembra una riedizione della prima: +704 contagi e 7 vittime in un solo giorno, dati più alti (nei positivi) di marzo-aprile. Il sistema sanitario regge, e questo è il mantra del governatore Luca Zaia.

Sul totale dei contagiati, il 97% non ha sintomi, e ciò fa la differenzia tra fase attuale dell’epidemia e la precedente quando metà degli infetti finiva in ospedale Tuttavia la pressione si sente. Con i 600 casi di giovedì e i 704 di venerdì il conteggio è cresciuto di oltre 1.300 positivi in 48 ore.

Sale anche la casistica dei morti, 2.244. La nuova fiammata del virus si riverbera qppena nei bollettini degli ospedali: nei reparti non critici ci sono 396 pazienti (+21), nelle rianimazioni 47 (+2). Quest’ultimo dato impatta per il 10% sulla dotazione base, 464 posti, delle terapie intensive del Veneto.

Intanto scoppiano nuovi mini-focolai. Un cluster con 22 persone positive al Covid-19 è il risultato di una festa di matrimonio nel trevigiano, mentre il 10% di un gruppo di 500 lavoratori di un’azienda è risultato al virus.

Sul tema centrale del dibattito – chiudere oppure no il Paese una seconda volta – Luca Zaia sta con chi crede non serva un nuovo lockdown. “Non porto avanti idee di lockdown perchè sarebbe una sconfitta – dice – Vorrebbe dire avere ospedali al collasso, molte vittime,, sarebbe ammettere che qualcosa è andato storto nel piano di prevenzione”.

Non esclude invece la validità di lockdown ‘chirurgici’, come è stato anche in Veneto in alcuni comuni del Comelico. Infine il presidente veneto cerca di fare chiarezza sul tema scuola: “Tifo perchè la scuola rimanga aperta e non perchè si chiuda – spiega – Sono stato criticato perchè ho posto una questione. Il tempo sarà galantuomo e vedrete come andrà a finire. Si andrà lì: con la didattica a distanza, la didattica a vista, con le turnazioni, ovviamente per gli studenti che possono autogestirsi una parte di giornata senza i genitori”.

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