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Coronavirus, il Brasile abbraccia il Trentino nell’emergenza: Ivanor Minatti racconta la ‘quarantena’ da Rio de Janeiro (VIDEO)

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Volto noto in provincia di Trento, già presidente del circolo trentino di Curitiba, in questi giorni Ivanor Minatti trascorre la sua ‘quarantena’ poco lontano da Rio. Tutto chiuso, poche fabbriche aperte e molta preoccupazione. Tesi i rapporti politici

Ivanor Minatti in collegamento dal Brasile ci racconta l’emergenza Covid-19

Rio de Janeiro (Brasile) – Dopo i primi silenzi, ecco che anche in Brasile il coronavirus sta colpendo duro a San Paolo e Rio de Janeiro. Lo scontro che prosegue da settimane tra il presidente Jair Bolsonaro e il suo ministro della Sanità sta mettendo in allarme l’intero paese. Il presidente vuole far riaprire tutto e spinge per tornare a lavorare. I governatori confermano però la quarantena e minacciano ricorsi alla magistratura con denunce per attentato alla salute pubblica.

La ‘quarantena’ in Brasile

Ma come si vive in queste settimane in Brasile? Quali sono le misure applicate? Lo abbiamo chiesto ad un grande amico del trentino, Ivanor Minatti, discendente di emigranti trentini e molto vicino alla nostra terra quando avvenne la tragedia del volo AF447, sul quale hanno perso la vita Luigi Zortea, Gianni Lenzi e Rino Zandonai.

I primi casi brasiliani

Il ministero della Sanità brasiliano ha rivelato che la prima morte causata dal nuovo coronavirus in Brasile è avvenuta il 23 gennaio, più di un mese prima di quello che, lo scorso 26 febbraio, era stato confermato come il primo caso ufficiale della malattia nel Paese. Inizialmente, si pensava che il primo paziente positivo al Covid-19 fosse un uomo di 61 anni che vive a San Paolo e che era rientrato dall’Italia.

A partire da ora, però, il primo caso ufficiale di coronavirus in Brasile viene fatto risalire a una donna di 75 anni che abitava nello Stato di Minas Gerais. A differenza dell’imprenditore di San Paolo, che sarebbe riuscito a guarire senza farsi ricoverare, l’anziana in questione è stata ospedalizzata ed è morta per la malattia. Secondo il governo di Jair Bolsonaro, la scoperta è avvenuta grazie ad una “indagine retrospettiva” su persone ricoverate in ospedale con grave sindrome respiratoria acuta.

Il ministero della Sanità ha registrato in queste settimane meno di 300 decessi in Brasile per effetto del coronavirus. Sempre secondo i dati diffusi, il Paese ha registrato 7.910 casi confermati. Sono in molti però a credere che i dati ufficiali – come avviene in molte altre zone del mondo – siano ben più gravi e destinati purtroppo a crescere.

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