Comune Unico Alto Primiero, via libera dal Consiglio di Tonadico (IL DOCUMENTO)

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Approvato dal Consiglio comunale l’ordine del giorno

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Tonadico (Trento) – Dopo le iniziative di Transacqua dei mesi scorsi, via libera anche in consiglio comunale a Tonadico all’unanimità – sottoscritto da tutti i gruppi consigliari – alla proposta di unificazione dei Comuni dell’Alto Primiero.

Ecco il documento integrale approvato:

Consiglio Comunale di Tonadico 29 aprile 2013

Ordine del Giorno: proposta costituzione di un Comune unico dell’Alto Primiero

Premessa

Il Comune di Tonadico è sempre stato aperto alla collaborazione con i comuni vicini ed in modo particolare da oltre un decennio con i comuni di Sagron Mis e Siror attraverso l’Unione dell’Alto Primiero. Anche il fallito referendum sulla fusione dei tre comuni di Sagron Mis, Siror e Tonadico aveva comunque confermato la volontà della nostra popolazione di addivenire alla fusione dei tre enti.

Il difficile cammino incontrato dalle Comunità di Valle ad avviare il processo stabilito dalla riforma istituzionale del 2006 e l’incertezza sul futuro di questa istituzione ci ha spinti a rilanciare le ragioni dello stare assieme nell’Unione a tre comuni, l’unica rimasta in Trentino dopo il risultato positivo dei referendum delle altre unioni comunali esistenti.

Sono tuttavia sempre in corso, soprattutto nei dibattiti del Consiglio dell’Unione, le prospettive di proporre un allargamento dell’Unione agli altri due comuni dell’Alto Primiero, Fiera e Transacqua. Viste le condizioni dell’attuale contesto economico, e soprattutto la strutturazione geografica dei nostri comuni, sta emergendo sempre di più la necessità, ormai difficilmente procrastinabile, della fusione diretta dei cinque comuni del Soprapieve, evitando il passaggio intermedio dell’allargamento dell’attuale Unione.

La recente presa di posizione e l’ordine del giorno approvato dal Comune di Transacqua con deliberazione consiliare n.53 del 28 dicembre 2012 conferma come sia opportuno riaprire un confronto che conduca alla fusione di Fiera di Primiero, Sagron Mis, Siror, Tonadico e Transacqua in un unico Comune. L’Amministrazione di Transacqua si è mossa di conseguenza verso le Amministrazioni vicine, coinvolgendo tutti i gruppi consiliari presenti nei comuni di Soprapieve1.

Questo coinvolgimento ha prodotto un dibattito interno alle Amministrazioni interessate ed anche fra i cittadini che, attraverso diverse manifestazioni, stanno esprimendo sempre di più una volontà di costituire un Comune unico. La nostra Unione ha senza dubbio favorito l’integrazione dei tre Comuni, anche se non siamo riusciti a pervenire alla loro fusione in un unico ente. La visione unitaria di allora da parte dei nostri colleghi amministratori era stata lungimirante; ora però è giunto il momento di concretizzare quella idea e perseguire la strada precisa che ci porti al Comune Unico dell’Alto Primiero, coinvolgendo anche Fiera e Transacqua. Non sarà domani il raggiungimento di questo obiettivo, ma sarà da oggi che noi tutti dobbiamo operare affinché vi si pervenga in tempi ragionevoli.

Stanno emergendo fra gli Amministratori dei nostri cinque Comuni delle posizioni non univoche ed anche contraddittorie circa il desiderio di “stare assieme”, ma le analisi fatte attraverso l’esperienza dell’Unione ci confermano che le difficoltà a lavorare uniti sono senza dubbio premiate dai risultati in termine di risparmio economico, di miglioramento della qualità dell’amministrazione e di capacità decisionale.

L’attuale fase di stallo non permette di guardare al futuro con tranquillità. Si stanno dibattendo diversi temi legati alla Comunità di Valle, al nuovo Piano del Parco, al nuovo Piano territoriale di Comunità, ad A.C.S.M. e Primiero Energia. Su ogni tavolo emergono serie difficoltà a trovare soluzioni valide per tutti; rapporti interpersonali deteriorati sono inoltre spesso causa di laboriose e sterili trattative.

Il nostro Comune sta affrontando, fortunatamente ancora insieme a Sagron Mis e Siror, alcuni temi legati al primario comparto del turismo (Impianti di risalita), alla rivitalizzazione dei centri storici ed alla riorganizzazione di alcuni servizi sul territorio.

Negli ultimi vent’anni le politiche sociali delle nostre Comunità hanno condotto a positive esperienze di aggregazione in diversi settori; le più eclatanti riguardano indubbiamente il mondo della cooperazione.

Perché allora non dobbiamo avere il coraggio di riproporre quel progetto di fusione che i nostri predecessori avevano visto come utile strada per lo sviluppo delle comunità e la gestione del territorio che si estende nell’Alta Valle di Primiero?

Ed allora vediamo di mettere in ordine alcuni punti.

Le basi per una partenza verso un nuovo viaggio.

Il progetto di fusione per i Comuni di Fiera di Primiero, Sagron, Siror, Tonadico e Transacqua ha bisogno, per potere ripartire, di essere, prima di tutto, interessante emotivante.

Deve essere un progetto capace, nel concreto, di attrarre e coinvolgere le persone.

Ecco gli elementi che possono segnalare le ragioni di questo passo storico:

  • territori vicini con tre centri abitati, Fiera, Tonadico e Transacqua, praticamente fusi in unico agglomerato urbano e Siror collegato in contiguità con Tonadico;

  • la vicinanza territoriale e sociale fra Tonadico e Siror è un dato oggettivo oltre alla condivisione, sul piano amministrativo, di due abitati: San Martino di Castrozza e Tressane. Il primo rappresenta il motore turistico ed economico dell’intera Vallata. Il secondo è un abitato sorto a partire dagli anni Sessanta, nel quale si sono trasferiti molti abitanti provenienti da Siror e da Tonadico. Oggi questo “quartiere” ha una identità propria ed è, dal punto di vista urbanistico, quasi un “ponte” fra i due centri abitati;

  • l’abitato di Fiera è, di fatto, un’enclave circondata da Tonadico e Transacqua. La frazione di Pieve è più direttamente collegata con Fiera che con Transacqua. Molte sono poi le zone condivise a due o tre comuni: zona Clarofonte, zona Fol, passo Cereda, Viale Piave ed altre ancora;

  • vi è poi una vicinanza che traspare, soprattutto in questi ultimi decenni, nei momenti sociali e di vita che le cinque Comunità promuovono. Si intendono in particolare quei consorzi che ancora reggono al tempo e che sono radicati presso il Comune di Fiera in qualità di capofila.

Una visione più ampia dell’Amministrazione.

Un Comune con più abitanti significa, sul piano politico e amministrativo, poter contare su maggiori risorse umane e su una maggiore preparazione e qualità della sua classe dirigente, allargando le idee e il confronto.

È quella che potremmo definire una “visione più ampia dei problemi”, sempre più necessaria oggi che le questioni diventano complesse, dentro la società della conoscenza e della comunicazione.

Più idee e, quindi, una maggior ricchezza per le stesse istituzioni!

Efficienza ed economicità dei servizi.

Cosa chiede oggi un cittadino alla Pubblica Amministrazione?

Servizi efficienti e a costi ridotti! Ma anche nuovi servizi (pensiamo al potenziale offerto dalla rete informatica e del teleriscaldamento). Per rispondere a queste esigenze servono risorse economiche ed umane.

Questa è la sfida da raccogliere e da rilanciare, non si può più improvvisare, non ci possono essere semplici promesse.

Quello che si può da subito osservare e che la stessa esperienza, in sede locale e nazionale, dimostra, è il fatto che un Comune più strutturato ha la possibilità di offrire maggiori servizi ai propri cittadini rispetto ai Comuni più piccoli (personale più numeroso e specializzato, possibilità di gestire in proprio alcune competenze che altrimenti si dovrebbero delegare).

Il senso comunitario e di appartenenza.

Dare vita ad un nuovo Comune non è far venire meno il senso comunitario e di appartenenza delle cinque municipalità che intendono avviare questo percorso.

La Comunità è un insieme di valori, storie, vissuti, culture, tradizioni che non poggiano sulle istituzioni, ma che danno vita e creano le stesse istituzioni. Un eventuale e futuro comune unico non andrà a togliere le proprie identità e specificità alle realtà come Pieve o San Martino di Castrozza o le future nuove frazioni rappresentati dagli ex comuni, ma saprà far emergere forse anche meglio le loro peculiarità.

Se le Comunità vengono prima delle istituzioni, con la creazione di un nuovo Comune non è in gioco la perdita della dimensione comunitaria. Anzi, il percorso di costruzione di un nuovo Comune mette in evidenza i valori della sussidiarietà e della solidarietà, specifici di una terra di montagna, volti alla definizione di un nuovo “patto” amministrativo. In questo senso un Comune più ampio dovrà attuare tutte le misure necessarie per tutelare i bisogni della comunità più piccole, come Sagron Mis, anche a livello di rappresentanza istituzionale.

Una Comunità è tale e aperta se sa costruire “ponti” e alleanze, stabilire relazioni, comunicare con l’esterno, dare vita a progetti condivisi…

Tutto ciò premesso, il Consiglio impegna il Sindaco e la Giunta comunale:

  • a intraprendere tutte le strategie e le iniziative politiche per avviare un percorso condiviso che porti le cinque Amministrazioni comunali di Tonadico, Fiera di Primiero, Sagron Mis, Siror e Transacqua a riflettere sulla necessità di giungere in tempi rapidi alla fusione, in coerenza con quanto espresso dall’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Transacqua;

  • a trasmettere questo Ordine del Giorno a Sindaci, Giunta e Capigruppo consiliari dei comuni di Fiera di Primiero, Sagron Mis, Siror, Transacqua;

  • a informare periodicamente il Consiglio comunale di Tonadico sui risultati raggiunti.

1Cfr. lettera del 19 febbraio 2013 prot. 646 del 22.02.2013.

Tonadico, 29 aprile 2013.

Per il gruppo “Con Voi per Cambiare” 

Per il gruppo “Insieme per Tonadico”  

Per il gruppo “La Compagnia della Crusca – Primiero Comune Unico”

 

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