NordEst

Batterio killer, Oms: ‘Variante sconosciuta’

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L’Organizzazione mondiale della Sanità afferma che la variante di E.Coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati "non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione". Esperti cinesi che hanno analizzato i geni del ceppo di Escherichia Coli tedesco affermano che il gruppo "é nuovo e altamente tossico".
 
La portavoce dell’Oms Aphaluck Bhatiasevi ha detto oggi che il ceppo di E.Coli che ha ucciso finora 16 persone in Germania "non è mai stato individuato prima in un focolaio di infezione" e che l’Oms è in attesa di ulteriori informazioni dai laboratori. Scienziati cinesi del Genomics Institute di Pechino che hanno appena analizzato il ceppo tedesco di Escherichia Coli, affermano che "la variante è nuova, estremamente contagiosa e tossica" e con geni che la rendono "resistente ad alcune classi di antibiotici".
 
TRE POSSIBILI CASI ANCHE IN USA – Tre persone rientrate negli Usa dalla Germania potrebbero essere state contaminate dal batterio killer E. Coli, secondo quanto reso noto stasera dal Centro di controllo e prevenzione delle malattie (Cdc). "Al momento stiamo parlando solo di casi sospetti ma accertamenti approfonditi sono in corso", ha detto un portavoce del Cdc, Tom Skinner, precisando che i tre si sono recati in Germania di recente.
 
1614 CASI AL 31 MAGGIO, FORSE GIA’ 2.000 – La lista dei casi di infezione da batterio E.Coli registrati e confermati in Germania dalla sezione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 1614 al 31 maggio, ma secondo alcune fonti sanitarie le persone contagiate sarebbero arrivate a 2.000. Ieri i casi gravi che avevano provocato la sindrome emolitica uremica (Seu), la versione resistente e pericolosa del ceppo Ehec del batterio killer, secondo L’Istituto per la salute pubblica Robert Koch ammontavano a 470. Per ora le morti accertate sono 18, 17 in Germania e 1 in Svezia.
 
GERMANIA, BILANCIO VITTIME SALE A 17  – E’ salito a 17 il numero dei morti in Germania, tra accertati e presunti, per l’epidemia di E.Coli, uno in più rispetto a ieri. Nel complesso in Europa, le vittime sono adesso 18, compresa una donna morta in Svezia. L’ultima vittima in ordine di tempo è una donna anziana, dall’età imprecisata, ricoverata in ospedale, morta questa notte ad Amburgo.

La città tedesca al momento risulta essere l’epicentro dell’epidemia, la cui origine resta sconosciuta. Circa 2.000 persone risultano attualmente contagiate dalla variante, finora sconosciuta secondo l’Oms, dell’ E. Coli, principalmente nella Germania del nord. Casi sono stati segnalati anche in altre nazioni europee e negli Usa, ma tutti sono comunque collegati alla Germania.

 
DA RUSSIA STOP A VERDURE UE –  La Russia ha vietato oggi l’importazione di verdure e ortaggi freschi da tutti i paesi dell’Unione Europea in seguito all’epidemia mortale causata dal batterio E. coli 0104. Lo ha annunciato l’agenzia di difesa dei consumatori russa. "Il divieto di importazione di verdure ed ortaggi freschi, che riguarda tutti i paesi dell’Unione europea, ha effetto da questa mattina (giovedì)", ha dichiarato il capo dell’agenzia di difesa dei consumatori, Gennady Onishchenko, citato dall’agenzia Interfax. Le verdure e gli ortaggi già importati dall’Ue "saranno sequestrati in tutta la Russia" ha aggiunto.
 
OMS, VARIANTE E.COLI MAI VISTA PRIMA – L’Organizzazione mondiale della Sanità afferma che la variante di E.Coli trovata nei pazienti tedeschi contagiati "non è stata mai vista prima in un focolaio di infezione". Esperti cinesi che hanno analizzato i geni del ceppo di Escherichia Coli tedesco affermano che il gruppo "é nuovo e altamente tossico". La portavoce dell’Oms Aphaluck Bhatiasevi ha detto oggi che il ceppo di E.Coli che ha ucciso finora 16 persone in Germania "non è mai stato individuato prima in un focolaio di infezione" e che l’Oms è in attesa di ulteriori informazioni dai laboratori. Scienziati cinesi del Genomics Institute di Pechino che hanno appena analizzato il ceppo tedesco di Escherichia Coli, affermano che "la variante è nuova, estremamente contagiosa e tossica" e con geni che la rendono "resistente ad alcune classi di antibiotici".
 
UE, DECISIONE RUSSIA E’ SPROPORZIONATA – Il blocco delle importazioni di verdure e ortaggi freschi da tutti i paesi dell’Unione europea verso la Russia "é sproporzionato". Lo ha detto Frederic Vincent, portavoce del Commissario europeo per la salute John Dalli. "La Russia sta prendendo misure sproporzionate rispetto alla situazione che c’é attualmente nella Ue – ha detto Vincent – Non c’é particolare pericolo sulla frutta e sui legumi che vengono dalla Unione europea".

Il portavoce ha precisato che la direttrice generale per la sanità alla Commissione europea, Paola Testori Coggi, oggi scriverà una lettera al suo omologo russo. Il blocco delle importazioni è stato annunciato dal direttore dell’agenzia russa per la protezione dei consumatori, Gennady Onishchenko, che ha lanciato anche un appello al consumo di prodotti locali anziché importati. Secondo quanto dichiarato all’agenzia Interfax, Onischenko ha aggiunto che l’epidemia di E.coli "dimostra come la legislazione europea, che alcuni vorrebbero che fosse adottata dalla Russia, non funziona".

La Russia è il primo mercato di esportazione di frutta e verdura per l’Unione europea, che a sua volta è anche il primo fornitore di prodotti freschi per la Russia. Il valore delle esportazioni di frutta e verdura è stimato fra 3 e 4 miliardi di euro all’anno.

 
COLDIRETTI, DA DIVIETO RUSSIA DANNO 4,4 MLN  – L’Italia esporta in Russia ortaggi e legumi per 4,4 mln di euro l’anno messi ora a rischio "per effetto dell’assurdo divieto imposto all’import di verdure da tutti i paesi dell’Ue, a seguito dell’epidemia causata dal batterio E. coli 0104". E’ quanto denuncia la Coldiretti, secondo cui "l’allarmismo ingiustificato" creato attorno ai cetrioli ha già provocato "una psicosi in tutta Europa che ha colpito le esportazioni nazionali di ortofrutta, con perdite di 20 mln in una settimana".

Dopo che le analisi delle autorità sanitarie europee hanno scagionato i cetrioli senza individuare al momento il fattore scatenante dell’epidemia, il divieto imposto dalla Russia – sottolinea la Coldiretti – rappresenta "una misura unilaterale e generalizzata del tutto inopportuna destinata peraltro a generare allarmismo e a far salire i danni subiti dagli incolpevoli produttori nazionali".

Secondo l’associazione, "occorre fare immediata chiarezza sull’evoluzione dell’ epidemia per superare una psicosi che rischia di essere devastante per la salute e per l’economia". L’allarme per il batterio killer in Europa arriva – ricorda infine la Coldiretti – a dieci anni esatti dal primo caso di mucca pazza e fa salire a 5 miliardi i danni provocati dalle psicosi nei consumi generati da emergenze alimentari, vere e presunte, che si sono verificate nell’ultimo decennio.

 
ZAPATERO CRITICA GERMANIA E COMMISSIONE UE – Il premier spagnolo José Luis Zapatero ha criticato oggi la Germania e la Commissione europea per la loro gestione della crisi del batterio killer, annunciando che Madrid chiederà "riparazioni sufficienti". In una intervista alla radio pubblica Rne, Zapatero ha parlato di un "errore clamoroso" da parte delle autorità tedesche, che la settimana scorsa hanno accusato in maniera infondata i cetrioli spagnoli di essere all’origine della contaminazione, e ha detto che il governo spagnolo chiederà "spiegazioni".

Il premier di Madrid, la cui gestione della crisi è stata a sua volta criticata dal leader dell’opposizione Mariano Rajoy, ha detto anche che la Commissione europea è stata "lenta", e che Bruxelles avrebbe dovuto reagire con "più determinazione e rapidità" quando le autorità di Amburgo in fin dei conti hanno escluso che l’infezione fosse veicolata dai cetrioli andalusi. Secondo Zapatero non sono state difese con sufficiente chiarezza le "regole del gioco" europee.

L’obiettivo del governo di Madrid, ha aggiunto, è ora di "esigere la riparazione del danno causato". che è "forte, grave". Zapatero non ha precisato se Madrid procederà nei confronti della Germania o dell’Ue. La Spagna inoltre, ha detto il premier, intende "ripristinare con ogni mezzo la fiducia nei suoi prodotti".

 
SETTE CASI CONFERMATI IN GB – Tre britannici nel Regno Unito e quattro in viaggio in Germania e poi rientrati in Gran Bretagna hanno contratto il virus E.Coli trasmesso dalla verdura. Tre di loro hanno sviluppato la sindrome emolitico-uremica (Seu), una complicazione potenzialmente mortale che colpisce i reni, distrugge i globuli rossi e può colpire il sistema nervoso centrale. In tutti i sette casi gli individui si sono recati o al pronto soccorso o dal loro medico.

La Food Standards Agency (Fsa) britannica ha dichiarato di non avere prove che i prodotti alimentari siano stati distribuiti in Gran Bretagna. L’agenzia per la protezione della salute (Hpa) consiglia invece a chi si reca in Germania di non mangiare cetrioli, insalata o pomodori e di recarsi da un medico se hanno la diarrea. Ciò che è strano, afferma la Hpa, è l’alto numero di casi in cui la gente sviluppa l’Hus. "E’ molto raro che gli adulti contraggano l’Hus. Normalmente colpisce i bambini e gli anziano, ma in questo caso sono molte giovani donne ad ammalarsi".

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