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Autonomia, Roma impugna il bilancio trentino: a rischio 200 milioni di euro. Dibattito in Consiglio provinciale

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La notizia era nell’aria ma ora arriva la conferma: il Consiglio dei ministri ha impugnato l’assestamento di bilancio di previsione 2016-2018 della Provincia di Trento “in quanto una norma introduce deroghe in materia di finanza pubblica, ponendosi in contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica, in violazione degli artt. 117, 119, e 81 della Costituzione”

palazzochigi

Roma – Nella nota ufficiale di Palazzo Chigi si legge: “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Enrico Costa, ha esaminato ventitré leggi delle Regioni e delle Province Autonome. Per le seguenti leggi delle Regioni e delle Province autonome si è deliberata l’impugnativa: Legge Provincia Trento n. 14 del 05/08/2016 “Assestamento del bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 2016 – 2018”, in quanto una norma introduce deroghe in materia di finanza pubblica, ponendosi in contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica, in violazione degli artt. 117, terzo comma, 119, secondo comma, e 81 della Costituzione”.

Concretamente si tratta di almeno 200 milioni di Provincia e Comuni (compresi i 49 milioni di avanzi messi nel Fondo strategico territoriale). Ora la Provincia di Trento dovrebbe presentare a sua volta un ricorso contro la legge statale per violazione del «patto di Roma» del 2014.

Il confronto in Consiglio provinciale

La seduta del Consiglio provinciale, impegnato in questa sessione nella discussione in tema di democrazia paritaria, è stata vivacizzata da un confronto che ha preso spunto dalla notizia che riferisce dell’impugnativa da parte del Governo della norma dell’assestamento che consente l’utilizzo degli avanzi di amministrazione dei bilanci di Provincia e Comuni trentini (200 milioni di euro). Sull’ordine dei lavori sono intervenuti in apertura Rodolfo Borga, Giacomo Bezzi, Maurizio Fugatti, Massimo Fasanelli, Nerio Giovanazzi, Manuela Bottamedi, Claudio Civettini, Filippo Degasperi, Claudio Cia.

I consiglieri hanno espresso in varia misura disappunto e preoccupazione chiedendo che il Presidente della Giunta riferisca all’aula sulla situazione finanziaria e sul rischio che il patto di garanzia firmato con lo Stato a Milano nel 2014 non venga rispettato. “Se la notizia corrispondesse al vero” è stato detto “un pacchetto non indifferente di investimenti si fermerebbero”. Se il Governo decidesse di operare in questi termini significherebbe che è impossibile avere garanzie certe a tutela della nostra autonomia speciale e servirebbe in questo caso porsi una seria riflessione sull’operato di un Governo cosiddetto “amico del Trentino”. Inoltre, se è vero che la cosa era nota, ci si chiede perché non sia stata comunicata prima.

Rossi: “Impugneremo le modifiche alla legge 243”

Il Presidente della Giunta Ugo Rossi ha premesso che risponderà rispetto alle preoccupazioni che riguardano l’autonomia speciale, ma non rispetto al fatto che le impugnative provengano da un Governo “amico o nemico”, dal momento che la cronaca insegna che tutti Governi hanno fatto impugnative nei confronti delle leggi che questo Consiglio ha approvato, aldilà dell’appartenenza politica. Stiamo parlando di una norma votata da questo Consiglio che prevede delle difformità rispetto alle modifiche della legge 243 che introduce le logiche del pareggio di bilancio. Noi abbiamo legiferato in senso contrario perché abbiamo un ordinamento finanziario collocato nell’ambito del patto di garanzia al quale ci atteniamo, un patto di rango superiore alle norme della 243.

Il problema risiede nell’interpretazione di quest’accordo. L’approccio che noi avremo, ha detto Rossi, sarà quello di impugnare a nostra volta le modifiche alla legge 243. In seconda battuta, stiamo già lavorando politicamente, anche assieme alle regioni a statuto ordinario che hanno lo stesso nostro problema, per evidenziare lo scorretto approccio giuridico da parte del Governo. Il tema è già stato posto all’attenzione del Governo che lo affronterà dentro la legge di stabilità.

Da un punto di vista giuridico è evidente che ci troviamo dentro una fase di transizione, che però dobbiamo saper gestire individuando la tematica di cui stiamo parlando.

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