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Allarme riciclaggio nel turismo: dal Garda a Primiero, indaga la Guardia di Finanza

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Fondi arabi e russi: è allarme riciclaggio
dal Garda a Primiero, affari per oltre 5 milioni

Trento – Flussi di denaro di dubbia provenienza dall’estero, al centro dell’attenzione delle Fiamme gialle trentine, nel settore del turismo trentino. Capitali arabi e russi e risorse illegali della criminalità organizzata, utilizzati per sfruttare la crisi Covid e sottrarre attività economiche, immobili, patrimoni alle imprese locali.

Due, in particolare, le operazioni recenti sotto osservazione della Guardia di Finanza: l’acquisto all’asta di una struttura ricettiva nel Primiero da parte di società con sede in Lombardia riconducibili ad un soggetto di origine mediorientale e le compravendite sul Garda e sulle Dolomiti da parte di soggetti di origine russa.

Sono in ballo alberghi che valevano complessivamente 5 milioni di euro ma che ora vengono acquisiti per la metà, 2 milioni e mezzo. Altre operazioni simili si registrano anche sul lago di Garda.

Martedì in sala Depero della Provincia è stato firmato il protocollo a tutela dell’economia legale tra Guardia di Finanza e Provincia, Procure della Repubblica di Trento e Rovereto, Camera di commercio, Università, Inps, Inail, organizzazioni imprenditoriali, sindacali e dei consumatori.

Ma prime segnalazioni di operazioni sospette e situazioni illegali arrivano già da oltre un anno tramite lo sportello attivato da Camera di commercio e sindacati.

In breve

Tre revolver, una semi automatica calibro ventidue e una scatola di munizioni tutte perfettamente avvolte nel cellophan, pronte per essere utilizzate. La polizia del capoluogo le hanno trovate e recuperate martedì mattina, erano sotterrate nel giardino di una villa tra via Missioni Africane e via Bassano. È lo stabile nel quale, fino al dicembre scorso, aveva la propria base la banda specializzata in furti in abitazione composta da quattro albanesi. Era stata sgominata proprio dagli uomini della mobile di Trento.

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