Dolomiti, Il Trentino ricorda Alfredo Paluselli a 50 anni dalla morte: il 10 agosto una grande celebrazione a passo Rolle per l’ideatore di “Baita Segantini”

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Mezzo secolo fa, nel 1969, se ne andava un uomo al quale il Trentino è stato sempre molto legato, Alfredo Paluselli

Alfredo Paluselli

 

Passo Rolle (Trento) – La figura del poeta e alpinista del Cimon della Pala ha sempre comunicato un forte senso di libertà e di ribellione alle consuetudini. Egli fu anche un viaggiatore, un artista, un promotore turistico e un uomo intelligente dotato di creatività vulcanica. Il suo capolavoro, riconosciuto in tutto il mondo come una delle immagini più iconiche della montagna,  la splendida Baita Segantini.

Sorge nei pressi di Passo Rolle, a 2200 metri. In quel suo personale castello di legno, egli scelse di vivere in solitudine per 35 anni, scrivendo, disegnando e a suo modo comunicando, senza alcuna imposizione. Anche la cronaca del Giro d’Italia 2019, durante la salita al Passo Rolle, non ha potuto non ricordare il solitario alpinista custode del Cimon della Pala.

Le iniziative per ricordarlo

Il 50° anniversario dalla scomparsa di un personaggio così carismatico e così amato non poteva passare in silenzio. Sono infatti molte le iniziative che durante l’anno saranno messe in atto per ricordare Paluselli. La prima, in ordine cronologico, sarà la ristampa in edizione speciale del libro a lui dedicato, quel «Vento da Nord» scritto dal nipote omonimo che uscì per la prima volta nel 2013 portando nuova luce su questa controversa figura dell’alpinismo. L’uscita della nuova edizione, patrocinata dalla Fondazione Dolomiti Unesco, è prevista per la seconda metà di giugno (già disponibile in ebook).

«Il libro – spiega il nipote Alfredo Paluselli -, grazie all’ammirazione e alla curiosità che le persone sentono verso la figura di Paluselli, nelle prime edizioni ha avuto un successo inaspettato. Per il cinquantenario ho voluto che l’opera assumesse una veste nuova, ancora più ricca, mi sono sentito in dovere di farlo per tutte le cose buone che mio nonno ha lasciato».

Paluselli, oltre ad essere un’icona della montagna, potrebbe essere visto anche come simbolo della collaborazione e dell’amicizia tra le valli di Fiemme (la valle natia), Fassa (dove lavorò) e Primiero (la valle adottiva). Il 10 agosto, presso il monumento in bronzo che ricorda Alfredo Paluselli nelle vicinanze di Baita Segantini, queste sensazioni troveranno il loro apice con una grande festa. Interverranno i cori di montagna Negritella e Sass Maor (Fiemme e Primiero) e le guide alpine (sia le Aquile di San Martino che le guide della Guardia di Finanza a cui Paluselli era molto legato).

Il nipote, in quell’occasione, presenterà la nuova edizione del libro ricordando l’entusiasmante vita del nonno e saranno inoltre presenti molte autorità per un interessante dibattito all’ombra del Cimon della Pala. Sarà parte della giornata anche una nuova inaugurazione del busto in bronzo che nelle settimane precedenti verrà restaurato per mano dell’architetto Damiano Gross, figlio di quel Toni Gross che fu direttore della scuola d’arte di Vigo di Fassa e autore originale del busto. Durante la giornata ci saranno anche altre importanti iniziative e partecipazioni che però verranno rivelate solo all’ultimo momento.

La sua storia a teatro

A novembre ci sarà poi la ripresa teatrale del monologo «Vento da Nord» (patrocinio Fondazione Dolomiti Unesco) del regista Mario Vanzo, interpretato da Mario Zucca e dedicato ad Alfredo Paluselli.

«Dopo il successo della stagione 2015/’16 si ripartirà martedì 19 novembre da Fiera di Primiero – continua il nipote Alfredo Paluselli – per una serie di appuntamenti nei teatri di tutta la regione, appuntamenti rivolti sia alle scuole che al pubblico serale». «Rappresentare un personaggio ricco di sfaccettature come Paluselli – aggiunge il regista – in una piece teatrale è stato complicato, infatti il testo ha subìto diversi miglioramenti in un lungo processo di maturazione. La vita di Alfredo Paluselli è una storia straordinaria che parla di emigrazione, di espressione, di conquista. Ha quindi delle tematiche estremamente attuali che speriamo di riuscire presto a portare, con il necessario appoggio politico, in una tournée internazionale rivolta ai trentini nel mondo».

L’attore e doppiatore Mario Zucca, conosciutissimo in tutta Italia fin dai tempi del Drive-In, parla così della sua esperienza come protagonista di Vento da Nord a teatro:

«Interpretare Alfredo non è stato solo un piacere, mi ha fatto vivere sensazioni che non avevo mai provato. L’amore per la montagna di Paluselli, la sua passione per le imprese ardite, la sfida alle convenzioni, la lotta per gli ideali, sono temi che dovrebbero diventare insegnamento per le future generazioni. Riprendere le recite in Trentino era, secondo me, dovuto. Uno spettacolo scritto da un trentino, diretto da un trentino che parla di un personaggio importante del trentino… se fosse caduto nell’oblio sarebbe stato un delitto da non perdonare».

La storia di Paluselli è davvero emozionante e unica: diversi registi ne hanno ipotizzato una trasposizione cinematografica per la quale, sicuramente, non mancherebbero gli scenari.

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