Dolomiti, “Adotta un sentiero SAT” con il libro “Immagini per non dimenticare”

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La nuova pubblicazione, ‘fresca di stampa’ curata da Ervino Filippi Gilli, in una pregiata edizione cartonata, è composta da 160 pagine suddivise in 4 capitoli con 124 fotografie dedicate ai segni del maltempo ai piedi delle Pale di San Martino, tra le Dolomiti trentine. Acquistando il libro sarà possibile sostenere la SAT nel recupero di alcuni sentieri danneggiati dal maltempo

La copertina del nuovo libro in edizione cartonata

 

Primiero (Trento) – Un viaggio fatto di immagini e di emozioni. Un libro fotografico per non dimenticare quelle tragiche ore di fine ottobre. 

Il libro fotografico

Un lungo reportage realizzato nel cuore della notte e alle primi luci dell’alba, sotto al diluvio di quei giorni, con i piedi nell’acqua e nel fango, per raccontare il territorio che cambia, nello stile di Filippi, molto vicino alle storiche foto di Ovidio Gilli che raccontò l’alluvione del ’66.

Per ricordare che cos’è stata realmente la tempesta Vaia di fine ottobre 2018 tra le Dolomiti. Le violente raffiche di vento, la pioggia e i fiumi in piena, gli alberi spezzati, le frane e le voragini sulle nostre strade, ma anche quel lungo silenzio, nel buio della notte, segnata da molti black out nei paesi e nelle valli del Trentino orientale.

In quei giorni le Valli di Primiero, Vanoi e Mis, si sono rimboccate le maniche con molti volontari in campo, per superare l’emergenza. E ancora una volta si sono dimostrate una vera Comunità unita nel momento del bisogno, orgogliose di un sistema di Protezione civile unico in tutto il Trentino.

La pubblicazione (IN TIRATURA LIMITATA) è già disponibile in questi giorni a Fiera di Primiero presso l’Edicola Sebastiano Gadenz di Gadenz Enrico in Piazza Luigi Negrelli (Telefono: 0439 62366)

Ritratti naturalistici

Sfogliare il nuovo libro di Ervino Filippi Gilli, significa quindi rivivere quei momenti in prima linea, ma con uno sguardo ‘naturalistico’. Con un occhio attento all’ambiente e alle devastazioni dei nostri boschi e delle montagne che non saranno più le stesse.

Una pubblicazione autentica, che racconta le ferite dell’ambiente e una natura che si ribella: dalle radici strappate alla terra, fino ai molti alberi spezzati dal vento in pochi attimi, con ingenti danni per l’intera collettività.

Un libro per un sentiero

“Proprio per questo – spiega Ervino Filippi Gilli, autore del libro e presidente della SAT locale – vogliamo raccogliere fondi per la sistemazione dei sentieri, nell’ambito del progetto del Tavolo delle Politiche giovanili intitolato ‘Lacrime di Resina’ assieme ad una mostra fotografica a Palazzo delle Miniere, al concerto di Moroder sull’Alpe Tognola (che dovrebbe servire per raccogliere fondi allo stesso scopo) e ad altre iniziative che sono state proposte nella riunione dei giorni scorsi a Tonadico.

Il libro “Immagini per non dimenticare” (p 160) è suddiviso in 4 capitoli con 124 fotografie. Primo capitolo: analisi della Tempesta Vaia – confronto con l’alluvione del 1966. Secondo capitolo: “di acqua, di fango, di sassi” 32 foto scattate durante la piena e nei giorni immediatamente successivi. Terzo capitolo: “di vento”, 62 foto immagini delle piante abbattute e delle case scoperchiate. Quarto capitolo: “per non dimenticare”, 30 foto ovvero 15 confronti tra il prima ed il dopo Vaia.

Che cosa posso fare io?

“Durante la tempesta di fine ottobre 2018, ma soprattutto dopo – spiega Filippi -, mi sono chiesto come cittadino cosa avrei potuto fare per la mia Comunità ferita dall’evento naturale.E’ evidente che nel mezzo della piena non potevo fare nulla: è sempre meglio lasciar fare a quelli “del mestiere” , ovvero alla struttura della Protezione Civile che allo scopo è formata e preparata.Per il dopo emergenza il discorso non è diverso: come cittadino ma anche come membro della Società Alpinisti Tridentini ho pensato all’inizio che sarei potuto intervenire sulla sentieristica cercando di ripristinarne la transitabilità interrotta dalla piante sradicate. Percorrendo, o meglio cercando di percorrere, alcuni sentieri (sia chiaro, non tutti sono stati rovinati) mi sono accorto che poche sono le situazioni in cui io od altri cittadini “comuni” potremmo intervenire mantenendo comunque un adeguato livello di sicurezza. Anche in questo caso è meglio lasciar fare ai boscaioli: ma i professionisti, giustamente, si devono pagare e lo si deve fare a maggior ragione in quanto questi sono lavori ad elevato rischio.

Mi è venuto in mente allora, anche sfogliando il libro di Ovidio Gilli sull’alluvione del 1966, che una raccolta di fotografie dell’evento avrebbe potuto da un lato porre un punto fermo nella memoria collettiva (tra cinquant’anni si potranno paragonare le situazioni come è possibile fare ora con il libro di Ovidio Gilli), dall’altra, con il ricavato della vendita, fornire alla locale sezione della SAT – CAI quelle risorse indispensabili per poter incaricare un boscaiolo professionista per liberare alcuni sentieri. Questa è l’idea che sta alla base del libro: concorrere con l’aiuto di tutti a ricostruire quello che è stato rovinato dal vento. E’ una piccola goccia nel mare del disastro, ma credo sia un gesto importante per la Nostra Comunità. Ne è nato così un libro, intitolato “Immagini per non dimenticare”, che è un reportage fotografico della tempesta Vaia: sono tutte immagini scattate al momento – alcune sotto il diluvio ed in mezzo alle raffiche di vento. Non hanno la presunzione di voler essere foto artistiche, studiate e ritoccate (escluso un solo ritocco in una foto notturna) ma vogliono rappresentare Vaia ed i suoi effetti e le sensazioni quella notte e dei giorni successivi, ovvero di essere cosa piccola di fronte ad un evento naturale importante”.

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