Primiero Vanoi

A Primiero l’ultimo abbraccio al giornalista Angelo Agostini: grande testimone dell’informazione

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Nella Chiesa Arcipretale di Primiero l’ultimo addio ad Agostini, alla presenza di molti giornalisti, politici e personalità della Regione

AddioAgostini

>L’Addio ad Angelo Agostini su Twitter

Primiero (Trento) – La penna di Angelo Agostini ha smesso di scrivere in un giorno di marzo, a soli 55 anni. Troppo presto per una mente così raffinata, troppo presto per un giornalista e docente appassionato di scrittura e informazione, che poteva insegnarci ancora molto.

Legato alle Valli di Primiero fin da giovane, ci veniva spesso in vacanza quando era libero dagli impegni. Conosceva questa terra molto meglio di tanti altri. 

Nella Chiesa arcipretale di Primiero, una bara chiara avvolta da fiori bianchi per l’ultimo suo viaggio.

E’ toccato a don Duccio Zeni salutare Angelo. Ricordandone le doti, ma soprattutto richiamando i presenti all’importanza dell’approfondimento, alla testimonianza e all’ascolto.

Tanti amici e rappresentanti del mondo politico e della società, si sono stretti alla famiglia per l’ultimo saluto ai piedi delle Pale di San Martino, prima della partenza per la cremazione.

Agostini lascerà un vuoto umano e professionale incolmabile: nei ricordi di queste ore di amici e colleghi rivive una sensibilità unica.

Il giornalismo perde un vero testimone dell’informazione.

Una vita intensa nel giornalismo

Angelo era figlio di Piero Agostini, direttore del quotidiano l’Adige alla fine degli anni ’80. Molto legato al Trentino e a Primiero dove si recava spesso come il padre. Aveva dedicato la sua vita al giornalismo e allo studio dei media, Angelo Agostini, 55 anni, scomparso a causa di una malattia che lo aveva colpito.

agostini

Chi era Agostini

Agostini viveva a Sasso Marconi e insegnava “Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico” all’Università Iulm di Milano ma nei periodi estivi e durante le sue vacanze tornava volentieri nel suo Primiero.

Come studioso si era concentrato sul giornalismo e sui processi di costruzione dell’opinione pubblica, occupandosi del mestiere sia sotto il versante professionale (della formazione e delle pratiche), sia sotto quello scientifico. Come formatore, invece, operava da circa venti anni nelle scuole riconosciute dall’Ordine, per la formazione dei giovani giornalisti. Tra le altre cose dirigeva il trimestrale “Problemi dell’informazione”, edito da Il Mulino, fondato e diretto da anni da Paolo Murialdi.

Per dieci anni, dall’inizio dei ’90, fu condirettore e poi direttore dell’Ifg (Istituto formazione al giornalismo, poi trasformato in Ssg) di Bologna e direttore del Corso di giornalismo della Svizzera italiana a Lugano. Fu anche vicepresidente e poi presidente della European Journalism Training Association, l’associazione europea delle scuole di giornalismo. Consulente della Presidenza del Consiglio per l’editoria tra il 1996 e il 1998, è stato dirigente della Federazione della stampa e membro di commissioni ministeriali per la riforma dell’Ordine dei giornalisti e per il riordino dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione.

Aveva svolto attività di ricerca per la Rai, per numerosi enti scientifici e per alcune organizzazioni non governative. Si era impegnato anche in attività di ricerca scientifica e giornalistica nel campo delle nuove tecnologie, dei nuovi media e della multimedialità, lavorando come consulente di importanti gruppi editoriali italiani, enti di ricerca, enti pubblici e associazioni.

>Patate, botiro e sórc nella stiva… di Angelo Agostini

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