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A22, Governatore Fugatti: “Lavoriamo per un accordo, ma Roma deve accogliere le nostre condizioni”

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Il Consiglio provinciale si è riunito in seduta straordinaria con un unico punto all’ordine del giorno: la discussione del rinnovo della concessione dell’A22


Trento – Dal punto di vista politico il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, al termine della sua comunicazione, molto tecnica con la quale ha ricostruito la complessa storia del rinnovo della concessione dell’Autobrennero, ha affermato che l’accordo, seppur auspicabile, con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (Mit) non deve essere raggiunto a tutti i costi.

La firma dei soci pubblici di A22, Regione e Pat in testa, ci sarà solo se le condizioni saranno favorevoli, a partire dagli investimenti e dal sistema tariffario. Fugatti, inoltre, ha affermato che l’atteggiamento del Mit sulla concessione A22 è stato centralistico.

Per relazionare all’aula il presidente della Provincia Maurizio Fugatti ha avuto 15 minuti, mentre i consiglieri potevano intervenire, uno per ciascun gruppo consiliare, per un tempo massimo di 10 minuti. In chiusura la replica del presidente con le risposte ai quesiti sollevati dal dibattito. Qui di seguito una sintesi di quanto emerso.

Fare chiarezza sulla presa di posizione di Bisesti sullo spettacolo “Altalena”.

In prima battuta, sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere Filippo Degasperi (5 Stelle) che ha rilevato l’eccezionalità della notizia apparsa oggi sulla stampa di una presunta indagine che sarà avviata dall’assessore all’istruzione Mirko Bisesti su un’iniziativa promossa degli insegnanti (ndr: il video musicale “Altalena” realizzato dall’Istituto comprensivo Trento 6, ispirato alle dichiarazioni della consigliera della Lega Katia Rossato). Si è agganciato a Degasperi, Alessio Manica (Pd), che ha definito quello apparso sulla stampa un “messaggio oscurantista”. Nel momento in cui una scuola si attiva, ecco che interviene un organismo che si arroga il diritto di dire quel che è giusto o sbagliato: questo è un atto molto grave e preoccupante, ha osservato.

L’esponente del Pd ha poi sollecitato la costituzione in tempi rapidi della Giunta delle elezioni. Lucia Coppola (Futura) è intervenuta a chiedere di inserire le interrogazioni a risposta immediata nell’ordine dei lavori di ogni seduta. Su questi due ultimi punti Walter Kaswalder ha rassicurato i consiglieri: il question time sarà introdotto ad ogni seduta, nel momento in cui saranno assolti i compiti istituzionali di costituzione degli organismi, che in questa prima fase erano prioritari. La Giunta delle elezioni sarà convocata in tempi rapidissimi.

Si è agganciato a Degasperi, Alessio Manica (Pd), che ha definito quello apparso sulla stampa un “messaggio oscurantista”. Nel momento in cui una scuola si attiva, ecco che interviene un organismo che si arroga il diritto di dire quel che è giusto o sbagliato: questo è un atto molto grave e preoccupante, ha osservato.

L’esponente del Pd ha poi sollecitato la costituzione in tempi rapidi della Giunta delle elezioni. Lucia Coppola (Futura) è intervenuta a chiedere di inserire le interrogazioni a risposta immediata nell’ordine dei lavori di ogni seduta. Su questi due ultimi punti Walter Kaswalder ha rassicurato i consiglieri: il question time sarà introdotto ad ogni seduta, nel momento in cui saranno assolti i compiti istituzionali di costituzione degli organismi, che in questa prima fase erano prioritari. La Giunta delle elezioni sarà convocata in tempi rapidissimi.

Fugatti: A22, cerchiamo un accordo ma non a tutti i costi.

Il Presidente Maurizio Fugatti ha svolto la relazione sullo stato dell’arte della trattativa per il rinnovo della concessione dell’A22 presentando all’aula una testo, articolato, molto tecnico con il quale ha riassunto il lungo iter del rinnovo della concessione A22 e le criticità del momento attuale. Criticità determinate soprattutto dalle condizioni tariffarie previste dall’Art, l’Autorità di regolazione dei trasporti, e recepite dal Cipe. Tariffe, ha ricordato, che inciderebbero sulla redditività della società, renderebbero difficili gli investimenti di miglioramento dell’A22 per i quali sono previsti 800 milioni e peserebbero su quelli previsti dal Piano economico finanziario (Pef) (4,15 miliardi). Il Cipe, ha aggiunto il Presidente della Giunta in termini positivi, nella riunione tecnica che si è tenuta del 21 dicembre, nella quale sono stati evidenziati i problemi segnalati dai soci pubblici, ha peraltro dato la disponibilità a prenderli in considerazione. Nodi che sono stati già messi in evidenza nella nota mandata, a nome dei soci territoriali, dalla Regione al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il 20 dicembre e che comprendono, ha ricordato Fugatti, la “non redditività del sistema tariffario dell’Art, con conseguente incerta bancabilità dell’affidamento, la mancata considerazione di una parte consistente degli investimenti, l’adeguamento dell’accordo di cooperazione tra ente concedente, autonomie territoriali e gestore in senso maggiormente paritetico e la richiesta di riconsiderazione dei benefici del concessionario uscente dopo il 30 aprile 2014 anche alla luce del valore di riscatto”.
Inoltre, il Presidente nella sua relazione ha aggiunto che l’Art per l’A22 ha fissato tariffe meno remunerative rispetto all’A4 e alle altre autostrade venete e friulane. “Questo significa – ha aggiunto – un minor contenimento dei costi per la manutenzione a differenza di quanto è stato definito per la A22”.
In base a queste constatazioni, la conclusione politica ribadita in aula dal Presidente in aula è questa: se, dalla riduzione degli investimenti alle tariffe, le condizioni rimangono quelle complessivamente previste dal Ministero infrastrutture trasporti – che secondo il Presidente della Giunta in questo caso ha assunto un atteggiamento eccessivamente centralistico – i dubbi sull’accordo restano. “Si spera di andare avanti con la trattativa – ha affermato Fugatti – ma nel rispetto dei soci locali. Però, se non verranno prese in considerazione le criticità, non c’è alcun vincolo che ci obblighi a sottoscrivere l’accordo. Anche se l’auspicio è di andare avanti”. Altrimenti, come ha affermato nella replica, si apre la strada della gara.

Rossi: l’Interporto è ritenuto ancora strategico?

Il consigliere Ugo Rossi (Patt) ha ringraziato Fugatti per l’illustrazione di un tema “complicatissimo” e approcciato dal neo governatore solo in tempi recenti. Siamo di fronte ad una questione strategica per il futuro del nostro territorio, ha proseguito, rispetto alla quale i diversi governi provinciali hanno sempre portato avanti unità d’intenti, con l’unico obiettivo di portare a casa un risultato che consenta al Trentino di continuare ad essere attraversato da un importantissimo flusso di traffico secondo una logica di rispetto dell’ambiente e delle persone, ma anche di ritorno economico. Conforta, ha aggiunto Rossi, scorgere nelle parole di Fugatti il proseguimento di questa logica e la garanzia di un approccio autonomista. Accanto a questo alcune domande per capire meglio: come intende procedere la Pat rispetto alla non corrispondenza politica del governo rispetto ai desiderata del territorio trentino? C’è un governo avverso alla nostra impostazione e sarà dunque difficile conciliare le due posizioni. La Provincia dovrebbe cercare una risposta ufficiale da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri su questo argomento: un’espressione chiara e definita, per fugare ogni dubbio e incertezza. Secondo quesito: quale regime si applica e fino a quando andremo avanti nell’incertezza? Infine, Rossi ha citato la logica di corridoio che è il presupposto di questo progetto, nel quale l’interporto di Trento si inserisce come infrastruttura strategica. La terza domanda è se anche questo governo provinciale consideri strategica questa logica e questa infrastruttura.

Ghezzi: Fugatti deve contrastare la linea centralista e antiferroviaria del Governo.

Il consigliere di Futura Paolo Ghezzi ha definito pertinenti le domande del collega Rossi ed ha preso atto delle “buone intenzioni” del presidente della Provincia Fugatti, che avrebbe dimostrato una certa indipendenza di azione e giudizio rispetto al governo. Il tema è sicuramente strategico, ha aggiunto, e dovrebbe assorbire tutta l’attenzione, facendo desistere il governo da annunci propagandistici come ad esempio quello di queste ore, dei tagli a Cinformi. Tornando all’Autobrennero, Ghezzi ha chiesto a Fugatti se la strategia Rossi-Kompatscher coinciderà con quella di Fugatti e se il Presidente pensa di essere in grado di fronteggiare la linea dei ministri Toninelli-Fraccaro, una linea “centralista e antiferroviaria”. Nella sostanza, l’esponente di Futura ha chiesto di chiarire il problema dei rapporti con la Giunta provinciale di Bolzano e con il Governo e se ci sia un margine di manovra per far diventare questo un tema politico: quali accordi specifici ci sono, ad esempio, con le regioni limitrofe attraversate dall’autostrada? Ancora, si vorrebbe comprendere con chiarezza cosa ne pensi il Presidente dell’ipotesi della gara e come intenda muoversi in questa che ha tutta l’aria di essere una vera sfida all’autonomia. Infine, sarebbe importante conoscere il parere di Fugatti sul finanziamento incrociato alla ferrovia (tunnel e opere connesse), una peculiarità dell’Autobrennero di cui occorre a suo avviso tenere conto e rispetto alla quale occorrerebbe correggere la visione strategica.

Degasperi: la cautela del Governo sull’A22 non stupisce.

Filippo Degasperi (5 Stelle) ha osservato come sia strano non sentire parlare di cosa ha portato l’A22 a questo territorio. I soldi che entrerebbero nelle casse del Governo con questa concessione sarebbero 4 o 5 miliardi di euro, che avrebbero ricadute su tutta l’Italia. Non stupisce dunque la cautela del governo nel trattare questo passaggio e sarebbe interessante capire davvero dove vogliamo andare. Chi ha governato questo corridoio cosa ha fatto per questo territorio, si è chiesto, se non riscuotere i pedaggi e realizzare 100 milioni di euro di utili all’anno (di cui 30 se ne vanno in imposte). Quale è il beneficio positivo per i trentini se non quello di essere vittime dell’inquinamento? E che destino seguiranno i dipendenti di A22? Anche di questo non si è mai parlato. Degasperi ha auspicato che non si voglia fare una sorta di rivoluzione solo per tornare al punto di partenza, con vertici etichettati politicamente che rispondono non certo al territorio, ma i partiti di turno.

Zeni: sottovalutato il tema della governance.

Un intervento molto tecnico quello di Fugatti, l’ha definito Luca Zeni (Pd), che solo nell’ultimissima parte ha offerto alcune utili informazioni. Emblematica a suo avviso la partita Autobrennero, emblematica anche del rapporto che esiste tra uno Stato centralista e la Regione, tra uno Stato poco attento ai territori e l’autonomia. Nel merito, Zeni ha toccato alcuni nodi preoccupanti contenuti nella delibera del Cipe: la riduzione degli investimenti, la previsione di una riduzione delle tariffe, la restituzione di una parte degli utili, il tema della governance. Un tema, quest’ultimo, ha aggiunto, che il presidente non ha richiamato minimamente nella sua relazione, mentre qui si prevede un comitato ministeriale dove alla fine decide lo Stato, sfavorevole dunque alla nostra autonomia speciale: una proposta politicamente non accettabile, anche dal punto di vista della sostenibilità. Se davvero questo governo fosse così amico, questa Giunta potrebbe avviare un percorso di norma di attuazione, ma Zeni ha espresso dei dubbi sul fatto che l’attuale governo provinciale avrà una tale forza.

Fugatti: se non ci sarà un accordo si farà la gara.

Nella replica, Maurizio Fugatti ha ripreso puntualmente le domande dei consiglieri, dichiarando di confidare che il dialogo aperto nel tavolo tecnico potrà portare alla presa in carico di alcuni aspetti considerati prioritari dalla Provincia. Qualora non ci fosse a quel tavolo il rispetto delle nostre attese, ha aggiunto, si valuterà il da farsi. Non c’è dubbio che su questa partita c’è una forte indicazione che arriva dal pentastellato ministro dei trasporti Toninelli e il governo nazionale si basa su un contratto non su un accordo politico di legislatura, e ci sono sensibilità diverse. Non c’è una data di scadenza, ha detto in replica a Rossi, e tecnicamente si procederà in proroga. Sulla logica del corridoio e la questione dell’Interporto di Trento non ci sono preclusioni, così come sull’importanza del trasporto delle merci su rotaia non esistono visioni pregiudiziali. Altro aspetto è quello dell’arretratezza delle strade trentine. C’è un gioco di squadra totale con Bolzano, ha detto per tranquillizzare Ghezzi, anche se sulla questione della sede si gioca tutta un’altra partita: per noi il tema non esiste, ha chiarito tranchant.

Con il ministro Fraccaro l’interlocuzione è importante e proficua, ottimi anche i contatti con le altre regioni. L’ipotesi della gara, ha aggiunto sempre rivolto a Ghezzi, sarà valutata qualora i nostri legittimi diritti non dovessero essere rispettati. Al collega Degasperi: sull’A22 che mancherebbe di trasparenza ha risposto di non essersi mai occupato del tema fino ad oggi, ma qualora avesse consigli da darci e delucidazioni da chiederci siamo pronti a verificarle e fornirle. Sui dipendenti ha garantito di vigilare, così come sulle nomine di qui in avanti. Infine, sulla governance, questione sollevata da Zeni: è un tema sul tappeto e faremo attenzione affinché la nomina sia fatta di concerto con la regione. Il presidente Kaswalder ha chiuso i lavori dando appuntamento al Consiglio per la prossima seduta, che si terrà il 22 gennaio.

Migranti: protesta a Trento contro tagli all’assistenza. Protesta davanti al palazzo della Provincia, a Trento, contro i tagli al sistema di accoglienza con un presidio organizzato dai sindacati Cgil Fp e Cisl Fisascat. “I tagli – hanno detto i manifestanti – colpiscono i migranti e avranno pesanti riflessi sui lavoratori trentini con decine di licenziamenti”. “Senza assistenza per imparare l’italiano o per l’orientamento al lavoro – aggiungono i sindacati – aumenteranno le difficoltà del migrante per rapportarsi con gli enti pubblici e privati del territorio: quindi maggiori code al pronto soccorso o quelle in un qualsiasi ufficio perché il migrante non conosce una certa procedura o non sa come muoversi. E quindi maggiore marginalità, esclusione,insicurezza sociale”. I sindacati chiedono che “l’Autonomia trentina operi davvero per la sicurezza, come quella altoatesina, non solo per mantenere il sistema virtuoso di integrazione che conosciamo in regione, ma anche per la piena occupazione dei lavoratori operanti nel sistema di accoglienza”.

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