A Gosaldo è tempo di bilanci dopo l’emergenza maltempo, il sindaco: “Strade riaperte ma molte frazioni ancora senza telefono fisso, ripetitore radio potenziato”

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Si tratta del ripetitore del monte Gardellon, quella struttura che si è rivelata quanto mai fondamentale nei giorni dell’alluvione, in quanto ha consentito le comunicazioni d’emergenza dell’intera vallata agordina

Il comune di Gosaldo nel Bellunese

 

Gosaldo (Belluno) – “Dopo quanto accaduto il 29 ottobre scorso – sottolinea il sindaco di Gosaldo, Giocondo Dalle Feste – abbiamo ancora delle frazioni prive di linea telefonica fissa: Tiser, Faustin, Lambroi e Ronch di Vallalta. I cavi sono a terra da allora, in attesa del ripristino”. Ma di danni post maltempo il territorio ne conta altri. Soprattutto in termini di viabilità.

Strade riaperte, ma restano i disagi

“Per ora – spiega il sindaco – abbiamo riaperto tutte le strade comunali, ma su di esse in primavera dovranno esser necessariamente fatti interventi più consistenti. Resta invece chiusa dal 29 ottobre la strada della Valle del Mis che per noi di Gosaldo rappresenta un’utile “scorciatoia”.

Ma più in generale essa è una valida alternativa alla regionale 203 Agordina in caso di chiusura per frane o incidenti. Veneto strade ha iniziato a far fronte all’erosione della carreggiata mentre la Provincia di Belluno sta mettendo in sicurezza la parete dalla quale si erano staccati in quei giorni diversi massi”.

Il ripetitore radio

“Abbiamo accolto volentieri – conferma il sindaco di Gosaldo Giocondo Dalle Feste –  l’istanza del radio club Cime Bianche che desiderava “sganciarsi” dalla promiscuità esistente sul traliccio con altri gestori e ottimizzare frequenze e ricezione. Ha richiesto quindi di spostarsi di una cinquantina di metri innalzando una nuova struttura metallica a supporto dei ponti radio per fini di protezione civile”.

L’Amministrazione locale, è stata coinvolta in quanto il terreno individuato, con una superficie di 2 metri quadrati, risultava di uso civico. “Da qui la nostra richiesta in Regione Veneto – spiega il primo cittadino – affinché l’area cambiasse destinazione per vent’anni e venisse destinata al progetto”. E così è stato, consentendo all’Amministrazione di firmare la relativa delibera.

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