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“Scalare il tempo, 70 anni di Trento Film Festival”

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“Le Gallerie di Piedicastello” a Trento ospitano fino al 29 gennaio 2023 una interessante mostra dedicata ai 70 anni del “Trento Film Festival” che offre al visitatore un viaggio, un’esperienza, un’emozione attraverso le atmosfere, le voci e le pellicole del Festival

[Le Gallerie di Piedicastello a Trento – ©courtesy of Trentino Marketing]

 

di GianAngelo Pistoia

Trento – Dal 1952 il Trento Film Festival esplora una pluralità di linguaggi e di forme espressive, per raccontare le mille sfaccettature delle culture di montagna: edizione dopo edizione, sono moltissime le mostre organizzate direttamente, ospitate o promosse, che arricchiscono la programmazione della rassegna e permettono al pubblico non solo di approfondire tematiche di grande interesse, ma anche di conoscere affascinanti luoghi di Trento, in una sorta di sentiero che si snoda per tutta la città.

La mostra principale di questa 70^ edizione è “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival”, allestita negli spazi de “Le Gallerie di Piedicastello” a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e del Trento Film Festival. Sarà visitabile fino al 29 gennaio 2023, grazie al supporto di ITAS Mutua, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Montura e Trentino Marketing.

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

Con questa mostra, Trento Film Festival e Fondazione Museo storico del Trentino intendono riflettere sui settant’anni di una rassegna che, nata nel 1952, è cresciuta assieme alla città di Trento. Il Festival della montagna nasce come manifestazione e si afferma come istituzione, contribuendo a fare della città di Trento la capitale della cultura di montagna, sia locale sia internazionale. Luogo di incontro tra persone e Paesi differenti, il Festival, prima rassegna di cinematografia di montagna al mondo, ha saputo innovare, esplorare nuove tendenze e nuovi scenari, anticipare i cambiamenti, promuovere la cultura dell’ambiente e del mondo alpino a 360 gradi. Tutto questo, mediante l’uso di differenti linguaggi: il cinema, la fotografia, l’arte, la musica e l’editoria di montagna.

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

La mostra, curata da Alessandro de Bertolini e Sara Zanatta, non segue un andamento cronologico ma propone un viaggio nelle esperienze e nella vita del Festival, diviso in tre capitoli narrativi e in quindici parole-chiave. Le prime due macro-aree, Montagna e Festival, sono contenute in quattro grandi strutture che si alzano fino alla volta della “Galleria Bianca” e portano la lettura fino a sei metri di altezza: immagini di Trento in bianco e nero, volti e imprese dei grandi protagonisti dell’alpinismo, infografiche con le montagne protagoniste al Festival, scatti rubati che nascondono storie ormai dimenticate.

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

Alla sezione Cinema è dedicata invece una sala di proiezione per ripercorrere le pellicole più discusse, le immagini più emozionanti, le sequenze memorabili di questi settant’anni della cinematografia di montagna sul grande schermo. Un po’ album dei ricordi e un po’ installazione artistica. Lungo il percorso sono anche collocate: tre grandi pedane di oggetti che raccontano il cinema di montagna (“Le cineprese raccontano”, sezione curata con il Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai) e la spedizione italiana al K2 (con la tenda e gli oggetti originali prestati dal Museo della Montagna “Duca degli Abruzzi” Cai – Torino), uno spazio di ascolto per ritrovare l’atmosfera del Festival nelle parole dei suoi protagonisti, la lunga parete colorata di rosso che ospita i manifesti di tutte le edizioni e la parete a volta trasformata in un “climbing wall verbo visuale”.

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

«Per intere generazioni di trentine e trentini il Festival è stato una finestra sul mondo: in un’epoca difficile come quella della ricostruzione post-bellica, fu una grande intuizione quella di creare a Trento, piccola città nel cuore delle Alpi, la prima rassegna internazionale di cinema di montagna, grazie all’opera del Club alpino italiano e al sostegno del Comune di Trento – afferma Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival ed aggiunge – questa mostra è un omaggio a quella intuizione, a quella capacità di guardare avanti: non a caso abbiamo voluto realizzarla in un luogo della storia cittadina restituito alla contemporaneità, con un taglio interpretativo non nostalgico e cerimonioso, ma capace di tracciare nuovi sentieri per il futuro, scalando il tempo, come il Festival è sempre riuscito a fare».

«Con il Trento Film Festival abbiamo già collaborato negli ultimi anni, ma questa è stata la prima volta che le due organizzazioni hanno fatto tutta la strada insieme: il Festival ci ha aperto i suoi archivi, ci ha messo in contatto con i testimoni, ha reso possibile la collaborazione con partner importanti a livello nazionale, come la Cineteca del Cai e il Museo della Montagna di Torino, ma anche a livello provinciale – spiega Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino e prosegue – da parte nostra, abbiamo messo al servizio della storia del Festival la nostra vocazione alla divulgazione museale e lo spazio unico de “Le Gallerie di Piedicastello”, che permette allestimenti scenografici ma è anche un elemento significativo della memoria urbana della città. Un luogo adatto insomma per restituire settant’anni del Film Festival alla città di Trento e al Trentino».

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

«Guardiamo verso l’alto quando abbiamo in testa qualcosa di importante oppure un nuovo traguardo, è un atteggiamento piacevole. L’allestimento cerca di ricreare proprio questa sensazione con una grande e lunga installazione di circa 100 metri all’interno della “Galleria Bianca di Piedicastello ”dove il pubblico può entrare in relazione con i macro universi fondanti e che supportano il Trento Film Festival: la Montagna, il Festival stesso e il Cinema – chiosa Alessandro Gatti, designer e direttore creativo di “doc” (lo studio che ha curato l’allestimento della mostra) e conclude – in linea con lo spirito di chi vive la montagna, l’idea progettuale elaborata dal nostro team strizza l’occhio alla sostenibilità. Grandi pannelli colorati in massa, alti fino a 6 metri, e stampati direttamente senza l’uso di vernici, creano una sequenza di “exhibit” ricchi di approfondimenti, proiezioni, spunti di riflessione e immagini.

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

Ogni struttura, progettata in modo da riprodurre la forma stilizzata della vetta, è concepita per essere vissuta a tuttotondo. Grazie alla notevole altezza dei singoli elementi e alla loro forma, l’allestimento ricrea quel “senso di vertigine” tipico dell’alta quota. Una vera e propria montagna nella montagna! Ogni parete è inclinata e diventa una sorpresa perché attrae il visitatore con testi e immagini disposte fino alla volta della galleria, dalla quale penzolano anche dei grandi monitor interattivi parlanti. Molti gli “highlights” dell’esposizione. Il “Red Wall”, il muro rosso dove il pubblico potrà ripercorrere i 70 anni del Trento Film Festival ammirando i poster originali dedicati alle singole edizioni della rassegna (ndr: compreso quello censurato a Milo Manara nel 1997 – vedere articolo seguente).

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Marco Busacca /courtesy of TFF 2022 ]

Direttamente dal Museo della Montagna di Torino la tenda e l’attrezzatura originale utilizzata dagli alpinisti italiani che guidati da Ardito Desio conquistarono per primi la vetta del K2. La Sala Cinema dove poter rivivere i momenti salienti che hanno scandito la vita del Trento Film Festival nel corso degli anni. Le “Voci del Festival”, postazioni audio dove sentire le voci originali dei protagonisti del festival. Il “Climbing Wall” pensato per omaggiare gli appassionati e le appassionate dell’arrampicata. Per l’intera durata della mostra, quindi fino al 29 gennaio 2023, la “Galleria Bianca di Piedicastello” diventa una parete virtuale di arrampicata e un “red carpet” verticale!».

Le Pale di San Martino sul poster del 70° TFF

Come ha scritto Franco de Battaglia, i manifesti del Trento Film Festival «sono passati da semplici locandine per alcune serate al cinema, a veri manifesti della montagna nei suoi diversi aspetti, poster evocativi delle suggestioni che la montagna non solo comunica ma rinserra, delle emozioni che abbraccia e difende, anche segretamente». Per questo motivo c’è sempre grande attesa nei confronti dell’autore e del soggetto del manifesto del Festival, capace ogni anno di stupire e di suggerire nuove e originali chiavi di lettura del tempo che viviamo e del futuro che ci attende. In occasione di questa settantesima edizione (29 aprile – 8 maggio 2022), il Trento Film Festival ha deciso di tornare indietro per guardare avanti, chiedendo a Milo Manara, uno dei più grandi fumettisti e illustratori italiani, di ritornare al Festival da assoluto protagonista, dopo il manifesto ingiustamente rifiutato nel 1997.

[Poster del Trento Film Festival del 1997 (censurato) e quello per il 2022 – © Milo Manara ]

«È un omaggio ad un grandissimo artista italiano, e la chiusura di una pagina ancora aperta: dal manifesto “non realizzato” del 1997 alla firma del manifesto del Settantesimo anniversario, dall’Ondina che seduce a quella che si ritira circospetta, nel segno di una cultura di montagna sospesa nella dimensione del mito, fra storia e leggenda – afferma Mauro Leveghi, presidente del Trento Film Festival e prosegue – una quieta malinconia traspare da quel lago scuro, che riflette con un guizzo di luce il profilo roseo delle Pale di San Martino. Un’atmosfera in bilico tra l’oscurità dell’intimità umana e il mistero della natura, non sempre pienamente comprensibile, e la limpida bellezza del mondo. Un’immagine che sembra cantare questo nostro tempo, tra paura e speranza, disorientamento e fiducia, con lo sguardo rivolto al futuro».

«Nato tra le montagne a sud della Val Pusteria, le mie prime letture sono stati i libri di Karl Felix Wolff, che raccontavano le leggende dolomitiche del regno dei Fanes e dei monti pallidi, intrisi di mistero e popolati da creature mitologiche – spiega Milo Manara e puntualizza – si trattava per lo più di creature mostruose, spaventose, come il crudele stregone Spina de Mul, metà mulo e metà scheletro, che si trascinava per i prati e le crode. Poi streghe, orchi e draghi. Per il manifesto del Trento Film Festival, già nell’immagine rifiutata nel 1997 avevo voluto ricreare questa dimensione fiabesca, mitologica, ma focalizzandomi sui suoi risvolti dolci e pacifici. Tra tutte queste creature scelsi dunque quella più seducente, l’Ondina, creatura semi acquatica che si dice abitare nei laghi alpini.

[ Mostra “Scalare il tempo. 70 anni di Trento Film Festival” – © Luca Matassoni /courtesy of TFF 2022 ]
In questo secondo manifesto ho sviluppato lo stesso tema, ma con una variazione, musicalmente parlando, in tono minore. Una variazione più malinconica, per i toni di colore, per lo sviluppo del soggetto. Nel manifesto del 1997 la composizione era decisamente “in maggiore”, più serena, con la misteriosa Ondina al centro del maestoso anfiteatro delle Dolomiti. Perché, ora, il tono minore? Da allora sono successe molte cose che hanno reso sempre più evidenti le conseguenze del nostro impatto sull’ambiente anche in ambito montano – chiosa Milo Manara – i cambiamenti climatici e l’inesorabile scioglimento dei ghiacciai alpini, la disastrosa catastrofe della tempesta Vaia e molto altro. É emerso in modo inequivocabile come gli interventi umani rischiano di distruggere l’equilibrio della natura. La nuova Ondina non è più una creatura lieta, ma impaurita e diffidente: prima ci seduceva, ora ci guarda come intrusi, pronta a immergersi di nuovo».

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